MONDRAGONE – Una scia di sangue sull’asfalto, una giovane vita spezzata e una fuga disperata, terminata dietro un canneto. Si è consumata nella mattinata di oggi, martedì 26 agosto 2026, una terribile tragedia a Mondragone, in provincia di Caserta. Un ragazzo di appena 23 anni, che pedalava serenamente in sella alla sua bicicletta, è stato falciato e ucciso da un’auto pirata. Per questo drammatico evento, i Carabinieri del Reparto Territoriale di Mondragone hanno arrestato in flagranza di reato un uomo di 52 anni, Vincenzo Menale Carbone, residente nella vicina Baia Domizia, ora accusato di omicidio stradale aggravato, omissione di soccorso e guida sotto l’effetto di alcol e sostanze stupefacenti.
Il dramma si è materializzato lungo via Castel Volturno, una strada che ancora una volta si trasforma in teatro di morte. L’allarme è scattato quando una chiamata ha raggiunto la Centrale Operativa dei Carabinieri. Sul posto si sono precipitate le gazzelle dell’Arma e un’ambulanza del 118. La scena che si è presentata ai soccorritori era straziante: un giovane uomo, originario del Nepal ma da tempo residente a Mondragone e regolarmente presente sul territorio nazionale, giaceva a terra in condizioni disperate. I sanitari hanno tentato l’impossibile per stabilizzarlo, prima di trasportarlo d’urgenza al pronto soccorso della Clinica Pineta Grande di Castel Volturno. Purtroppo, le lesioni riportate nell’impatto, violentissimo, erano troppo gravi. Poco dopo il suo arrivo in ospedale, il cuore del 23enne ha cessato di battere.
Mentre i medici lottavano per la vita del giovane, i Carabinieri avviavano una caccia all’uomo. L’investitore, infatti, non si era fermato a prestare soccorso. Anzi, aveva premuto sull’acceleratore, dileguandosi. La sua fuga, però, è stata vista. Alcuni testimoni oculari, scossi ma lucidi, hanno fornito agli investigatori elementi preziosi: il modello e il colore del veicolo, un Fiat Doblò, e la direzione di fuga. È bastato poco ai militari per stringere il cerchio. L’autovettura è stata individuata non lontano dal luogo dell’incidente, nascosta in una zona defilata, dietro una fitta vegetazione di canneti.
All’interno del mezzo, rannicchiato nel tentativo di non essere visto, c’era lui: un uomo di 52 anni, classe 1974. Un tentativo di nascondersi tanto disperato quanto inutile. I Carabinieri lo hanno bloccato e condotto immediatamente presso una struttura sanitaria per gli accertamenti tossicologici e alcolemici di rito. Gli esiti hanno confermato i peggiori sospetti, delineando un quadro accusatorio gravissimo. L’uomo è risultato positivo all’alcol test con un tasso di 0,6 grammi per litro, superiore al limite di legge, ma soprattutto è risultato positivo ai test per l’assunzione di cocaina e cannabinoidi. Un cocktail micidiale che, con ogni probabilità, ha compromesso fatalmente le sue capacità di guida.
Al termine delle formalità, il 52enne è stato dichiarato in arresto. Su disposizione dell’Autorità giudiziaria, è stato tradotto presso la Casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere. Il suo veicolo, il Fiat Doblò, è stato posto sotto sequestro per consentire alla scientifica di effettuare tutti i rilievi necessari a ricostruire l’esatta dinamica dell’investimento. La salma del povero 23enne è stata invece trasferita all’Istituto di Medicina legale di Caserta, dove nei prossimi giorni verrà eseguita l’autopsia. La posizione dell’arrestato, fatta salva la presunzione di innocenza, è ora al vaglio della magistratura, che dovrà accertare le definitive responsabilità di una tragedia che ha distrutto una giovane vita e sconvolto un’intera comunità.





