Ucraina: a Istanbul il primo accordo sullo sblocco del grano. L’Unione Europea apre su Kaliningrad

È durata un'ora e mezza a Istanbul la riunione a quattro fra Ucraina, Russia, Turchia e Onu che potrebbe contribuire allo sblocco dell'export del grano ucraino via mare

Foto LaPresse - Donato Fasano 09/02/2016 Bari - Italia Cronaca Bari, iniziativa Coldiretti per salvare il grano italiano Nella foto: un momento dell'evento Photo LaPresse - Donato fasano 09 02 2016, Bari - ItalyNews Blitz of Coldiretti farmers to save the Italian wheat In the pic: a moment of the event

MILANO – È durata un’ora e mezza a Istanbul la riunione a quattro fra Ucraina, Russia, Turchia e Onu che potrebbe contribuire allo sblocco dell’export del grano ucraino via mare. Intorno a un tavolo quadrato, delegati militari di Mosca e Kiev, vestiti in abiti civili, si sono seduti a discutere insieme ai delegati di Ankara e agli osservatori delle Nazioni unite, in quello che è stato per loro il primo faccia a faccia da mesi. A fine incontro l’Onu ha riferito di risultati “positivi”, mentre il ministro della Difesa turco Hulusi Akar, citato da Tass, ha spiegato che “durante i colloqui, positivi e costruttivi, è stato raggiunto un accordo su questioni tecniche di base come la creazione a Istanbul con la partecipazione di rappresentanti di tutte le parti di un centro di coordinamento, assicurando un controllo congiunto alle uscite dai porti e sulle rotte di navi”. “È stata raggiunta l’unità su un nuovo incontro la prossima settimana in Turchia tra le delegazioni della Federazione Russa e dell’Ucraina, discutendo tutti i dettagli e firmando il documento finale”, ha reso noto Akar, “vediamo che le parti sono determinate a risolvere il problema”. Ttutti i lavori per la creazione di un “corridoio del grano”, ha sottolineato, saranno svolti in coordinamento con l’Onu.

Un segnale apparentemente incoraggiante era già giunto in mattinata dal ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, che aveva dichiarato di essere “a due passi dal raggiungimento di un accordo con la Russia”, precisando che ora tutto dipendeva da Mosca. Kiev non aveva però mancato di ribadire le sue condizioni: le esportazioni dai porti non riprenderanno senza garanzie di sicurezza per gli armatori, per i proprietari dei cargo e per l’Ucraina come nazione indipendente, aveva chiarito Kuleba in un’intervista ad Associated Press, ribadendo che l’intesa dovrà garantire che Mosca “rispetterà i corridoi, non si introdurrà o attaccherà i porti e non eseguirà attacchi aerei con lancio di razzi sui porti”.

I colloqui si sono tenuti mentre, sottolinea il Guardian, oltre 130 navi cargo cariche di grano ucraino sono in attesa di passare dal Mar Nero al Danubio per raggiungere una serie di porti in Romania, da cui i cereali possono essere portati nel resto del mondo. Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, è impegnato da mesi nella ricerca di un accordo che consentirebbe a Kiev di esportare grano da Odessa e a Mosca di esportare grano e fertilizzanti sui mercati globali. “Stiamo lavorando sodo ma c’è ancora strada da fare”, ha detto prima dell’avvio dei colloqui. L’Ucraina è fra i maggiori esportatori al mondo di grano, mais e olio di girasole e la guerra, secondo quanto riferito dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ha intrappolato all’interno del Paese circa 22 milioni di tonnellate di cereali, mettendo a rischio le forniture alimentari di molti Paesi in via di sviluppo. Parte del grano viene trasportata in Europa tramite ferrovie, strade e fiumi, ma si tratta di piccole quantità se confrontate con le vie marittime. E sul blocco è un rimpallo fra Mosca e Kiev: la Russia accusa l’Ucraina di avere minato i porti e Vladimir Putin assicura che non userà i corridoi per attaccare, ma l’Ucraina accusa Mosca di avere bloccato i porti ed è scettica sulla promessa di Putin.

Dall’Ue è arrivata invece un’apertura sulle merci dirette all’exclave russa di Kaliningrad in Lituania, nodo che era stato motivo di tensione fra Russia e Bruxelles: la Commissione Ue ha chiarito che le merci russe sanzionate possono transitare, ma solo via treno. “Il transito di merci sanzionate su strada con operatori russi non è consentito dalle misure dell’Ue. Non esiste un simile divieto per il trasporto ferroviario, fatto salvo l’obbligo degli Stati membri di effettuare controlli efficaci”, è stato precisato negli orientamenti per gli Stati membri sul transito di merci dalla Russia con particolare riferimento all’exclave di Kaliningrad.

Dai filorussi è giunto intanto l’annuncio che i mercenari stranieri condannati a morte nella Repubblica popolare di Donetsk saranno fucilati se gli appelli in tribunale saranno respinti: “Tutti gli stranieri condannati a morte hanno presentato ricorso. Se il tribunale riterrà appropriata la condanna, i loro casi saranno trasferiti al servizio competente per l’esecuzione della sentenza”, ha detto il leader dell’autoproclamata Repubblica di Donetsk, Denis Pushilin, mentre è arrivata la notizia che un terzo cittadino Usa è prigioniero nelle mani dei separatisti filorussi nel Donetsk. Secondo il Guardian, si tratta di Suedi Murekezi, 35 anni, arrestato il mese scorso a Kherson, che si troverebbe nella stessa prigione di Alexander Drueke e Andy Tai Ngoc Huynh, due combattenti Usa catturati dalla Russia il mese scorso.

Sul campo, è di 5 morti il bilancio di un attacco compiuto con missili russi sulla città meridionale di Mykolaiv, ripetutamente bersaglio di attacchi russi negli ultimi giorni. E i missili russi hanno colpito anche la città di Zaporizhzhia, un attacco che potrebbe segnalare la determinazione di Mosca a mantenere il territorio nel sud dell’Ucraina, mentre mira a conquistare completamente l’est, mentre Kiev ha l’obiettivo dichiarato di riconquistare il sud.

(LaPresse/AP)

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