Usa, nuove sanzioni alla Russia. Ma il colosso Rusal viene graziato

secondo Washington avrebbero avuto un ruolo nelle interferenze sulle presidenziali del 2016, in tentativi di cyber attacchi

LAPRESSE / AFP PHOTO / Yuri KADOBNOV

Washington – I Dipartimenti di Stato e del Tesoro americano hanno intrapreso un’azione congiunta “contro il continuo e palese disprezzo della Russia per le norme internazionali” ma hanno graziato il colosso Rusal. Raggiunte persone accusate di “far parte o operare a favore o per conto della Difesa o dell’intelligence russa”. In particolare, secondo Washington avrebbero avuto un ruolo nelle interferenze sulle presidenziali del 2016, in tentativi di cyber attacchi. E nel tentativo di uccidere a marzo a Salisbury, nel Regno Unito, con l’agente nervino novichok Sergei Skripal e sua figlia Yulia. In quest’ultimo caso si tratta di Alexander Petrov e Ruslan Boshirov, agenti dell’agenzia di intelligence Gru. Alcune di queste persone raggiunte dalle sanzioni sono legate al ‘Progetto Lakhta’. Piano russo in cui è coinvolto l’Internet Research Agency, accusato di interferire nei sistemi politici ed elettorali di tutto il mondo.

Nel mirino anche chi avrebbe collaborato agli attacchi informatici all’Agenzia mondiale antidoping (Wada), l’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opcw) e altre organizzazioni internazionali. “Gli Stati Uniti continueranno a lavorare con alleati e partner internazionali per intraprendere un’azione collettiva per scoraggiare e difendersi da attività malevole sostenute dalla Russia, da suoi delegati e dalle agenzie di intelligence”, rimarca il segretario del Tesoro Steven Mnuchin. Parallelamente, il Tesoro ha annunciato di voler togliere le sanzioni a colossi russi quali Rusal, il maggior produttore di alluminio al mondo, a En + Group e JSC EuroSibEnergo, sanzionate perchè legate all’oligarca russo Oleg Deripaska, “non per la condotta delle compagnie stesse”, e che si sono impegnate a ridurre significativamente la proprietà di Deripaska e a interrompere il suo controllo. Su di lui, vicino al presidente Putin, e le società di cui possiede dal 50% in su, invece, le sanzioni rimangono.

(LaPresse)

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