Vieira: ‘Mourinho aveva ragione. Il Real, che errore’

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Cronache sport calcio
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Patrick Vieira ha ripercorso la sua carriera, svelando un grande rimpianto: non aver mai vestito la maglia del Real Madrid. L’ex centrocampista ha raccontato di aver rifiutato per ben quattro volte le offerte di Florentino Perez. L’ultimo anno, dopo un accordo iniziale, ha cambiato idea per amore dell’Arsenal, una decisione che oggi definisce un errore.

Anni dopo, durante un incontro, lo stesso Perez gli ha mostrato una prima pagina di Marca dedicata alla trattativa, ricordandogli: “Sei stato l’unico giocatore che ha rifiutato il Real”.

Un altro capitolo cruciale della sua carriera è stato il rapporto con José Mourinho all’Inter. Vieira ha ammesso di non essere sempre andato d’accordo con il tecnico portoghese, ma con il tempo ha compreso le sue ragioni. Ha ricordato un episodio del marzo 2009, in una partita contro il Manchester United, quando Mourinho lo ha sostituito all’intervallo nonostante gli avesse promesso 60 minuti in campo.

Il giorno dopo, Vieira ha affrontato l’allenatore, che ha risposto di dover fare il bene della squadra. “Oggi, da allenatore, dico che aveva ragione lui. Mi diceva quello che non volevo sentire”, ha confessato. Ha anche spiegato di non rimpiangere la scelta di lasciare l’Inter nel gennaio 2010 per inseguire una convocazione al Mondiale che poi non è arrivata.

Guardando al futuro, Vieira ha espresso il forte desiderio di tornare ad allenare in Serie A. “Ho lasciato un lavoro in sospeso”, ha affermato, sottolineando la sua intenzione di portare con sé la famiglia. Il suo calcio si ispira al Liverpool di Klopp: vuole squadre proattive, aggressive e verticali, e crede nella sincerità assoluta con i giocatori.

L’ex campione del mondo ha parlato anche di alcuni colleghi. Ha elogiato Declan Rice, vedendo in lui un giocatore che si mette al servizio della squadra. Ha ricordato con un sorriso l’impatto del giovane Cesc Fabregas all’Arsenal, che lo spinse a lasciare il club per non accettare la panchina.

Sul suo carattere, Vieira ha raccontato un aneddoto. “Mia suocera, vedendomi giocare la prima volta, ha detto a mia moglie che avevo una doppia personalità”, ha spiegato, contrapponendo la sua calma fuori dal campo all’aggressività che mostrava durante le partite. Uno spirito competitivo nato dalle difficoltà degli inizi, quando al Cannes era nella “squadra dei più scarsi”.

Infine, ha toccato il tema della scarsa rappresentanza di allenatori e dirigenti neri nel calcio, sottolineando la necessità di guadagnare posizioni attraverso preparazione e credibilità, non tramite quote. Per il campionato italiano, ha pronosticato Milan e Roma in Champions, mentre per il Mondiale ha indicato Francia, Spagna, Portogallo e Senegal come possibili semifinaliste.

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