Arbitri, caos dismissioni: regole e nomine nel mirino

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Cronache sport calcio
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La situazione degli arbitri italiani si è ulteriormente complicata. Parallelamente all’inchiesta della Procura di Milano che ha coinvolto l’ex designatore Gianluca Rocchi, è stato aperto un nuovo filone di indagine. Questo secondo fascicolo riguarda le dismissioni dei direttori di gara, con un focus su un passaggio poco chiaro del regolamento relativo al conteggio degli anni di anzianità.

La norma attuale prevede che gli arbitri con un’anzianità di dieci stagioni tra Serie A e Serie B possano essere confermati nell’organico solo se concludono il campionato entro il 25esimo posto della graduatoria di merito. Proprio su questo punto si fonda l’esposto presentato dall’arbitro Dionisi, uno dei direttori di gara rimossi. Secondo la sua denuncia, ci sarebbero state scelte sospette sugli osservatori e sui voti, che avrebbero favorito Antonio Rapuano.

Rapuano, al suo decimo anno, avrebbe ottenuto il 25esimo posto, garantendosi la permanenza e penalizzando di conseguenza la collega Maria Sole Ferrieri Caputi. Questa dinamica avrebbe portato indirettamente alla dismissione di Dionisi, che sarebbe risultato l’ultimo degli esclusi per graduatoria. L’altro arbitro rimosso in base alla classifica finale sarebbe Massimi.

Tuttavia, la questione è più complessa a causa di un’estrema incertezza regolamentare. Il fulcro del problema risiede nel calcolo dell’anzianità di servizio. Nel 2023 era stato stabilito che le stagioni 2021-22 e 2022-23 non venissero considerate ai fini del conteggio, creando una sorta di “cuscinetto” di due anni. Questa modifica avrebbe permesso ad alcuni arbitri, tra cui lo stesso Rapuano, di non raggiungere ancora la soglia critica dei dieci anni.

Il caos è nato da un’ulteriore modifica alla normativa, approvata lo scorso anno, che ha generato due interpretazioni diametralmente opposte. La prima corrente di pensiero sostiene che il cuscinetto non sia più valido, portando alla dismissione automatica di chi ha superato i dieci anni di anzianità. La seconda, invece, ritiene che il nuovo regolamento, entrando in vigore dal 1° luglio 2025, estenda di fatto le stagioni “congelate” a quattro.

Questa seconda lettura cambierebbe radicalmente lo scenario, non solo per Rapuano, ma anche per altri arbitri come Abisso e Pezzuto, che avrebbero raggiunto le dieci stagioni ma si troverebbero fuori dai primi 25 posti. Per risolvere l’impasse, sono stati chiesti pareri a esperti legali. Un’ipotesi sul tavolo è chiedere alla FIGC di congelare tutte le dismissioni per quest’anno. Questa soluzione comporterebbe un aumento dell’organico con l’ingresso dei cinque arbitri promossi dalla CAN C.

In questo clima di tensione, è stata decisa la nomina di Domenico Messina come nuovo Direttore Tecnico dell’AIA. Il suo compito sarà quello di mediare tra la componente tecnica e quella politica dell’associazione, due aree che negli ultimi tempi hanno mostrato profonde divisioni.

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