Il Cile vieta le buste di plastica: è il primo paese in Sud America

Una vera e propria rivoluzione culturale per il paese

AFP PHOTO / Rodrigo ARANGUA

SANTIAGO (LaPresse/AFP) – Il Cile è il primo Paese dell’America latina a vietare le buste di plastica. Unendosi alle 60 nazioni che hanno già imposto la misura per ridurre l’inquinamento causato ai 10 milioni di imballaggi di questo tipo consumati ogni 5 minuti nel mondo. “Vorrei condividere la mia gioia con voi: da oggi, promulghiamo la legge”. Lo ha dichiarato il presidente Sebastian Piñera durante una cerimonia a Santiago, prima di distribuire sacchetti di tela al pubblico.

La nuova legge vieta le puste di plastica in Cile

Il testo vieta la distribuzione di buste di plastica, con eccezione di quelle che servono a imballare alimenti. “Per ragioni igieniche o per evitare lo spreco di cibo”, secondo i media ufficiali. Le grandi aziende hanno sei mesi e i piccoli commercianti due anni per applicare il divieto totale. In seguito, sono previste multe di 370 dollari per ogni busta di plastica consegnata ai clienti.

Una vera rivoluzione culturale nel Sud America

In Cile, dove solo il 4% dei 17,5 milioni di abitanti ricicla i rifiuti, lasciare le buste di plastica rappresenta una rivoluzione culturale. Si stima che i cileni usino 3,4 miliardi di buste l’anno, di cui almeno il 90% finisce in discarica o in mare. Sulle coste la plastica si accumula, e nelle acque dell’oceano Pacifico ci sono immense isole di plastica in superficie, oltre che in profondità.

“Vicino alle coste, tra Cile e Perù, ci sono isole di plastica della dimensione del Messico”, cioè due milioni di chilometri quadrati”. Lo ha sottolineato Marcela Cubillos, ministra dell’Ambiente cilena. “Il problema non è solo la quantità, ma soprattutto lo è la durata. Perché questi sacchetti possono restare in natura fino a 400 anni senza degradarsi. E nella vita quotidiana non li usiamo che per mezz’ora”, ha aggiunto.

Un record negativo

Nel 2016 un programma avviato dal governo aveva permesso di raccogliere 93 tonnellate di spazzatura su 218 chilometri di spiagge: il 90% era costituito da plastica. In Europa, a fine maggio, la Commissione europea ha proposto il divieto di cotton-fioc, posate e piatti, cannucce, mescola-cocktail, bastoncini e altri prodotti in plastica monouso. Ogni anno circa 5mila miliardi di sacchetti in plastica sono consumati ogni anno. Pari a 10 milioni ogni minuti, secondo un rapporto pubblicato dall’Onu a giugno.

 

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