Vicepremier indagato, la catena di comando tra messaggi social e telefonate. Con la Pantalone in vacanza è stato Corda a dare gli ordini

Il capo del Dipartimento delle libertà civili era in vacanza, ma al corrente della situazione. Gerarda Pantalone, 63enne di origini Grazzanise, già prefetto di Napoli, non era al lavoro. A seguire direttamente la vicenda, invece, c'era il suo vice, Bruno Corda.

Foto Stefano Cavicchi / LaPresse

ROMA – Di scritto c’è poco. Alcune delle direttive date da Salvini ai funzionari del ministero sarebbero state mediate dai suoi portavoce.

La Pantalone in vacanza

Il capo del Dipartimento delle libertà civili era in vacanza, ma al corrente della situazione. Gerarda Pantalone, 63enne di origini Grazzanise, già prefetto di Napoli, non era al lavoro. A seguire direttamente la vicenda, invece, c’era il suo vice, Bruno Corda. E’ stato lui a raccontare al pm ‘la catena di comando’ seguita per la nave della Guardia Costiera: qualche messaggio ‘social’, telefonate e colloqui diretti con il numero uno del Viminale.

Corda non è indagato, ma ha dato l’ordine dell’attracco tecnico e del successivo divieto di sbarco alla Diciotti. Gli unici due inquisiti sono Matteo Salvini e Matteo Piantedosi, 55enne, capo di gabinetto del Viminale.

Gli atti inviati al tribunale dei ministri

Al leghista e al funzionario cono contestati reati di sequestro di persona, arresto illegale e abuso d’ufficio. Patronaggio ha inviato il fascicolo alla procura di Palermo che a sua volta lo trasmetterà al tribunale dei ministri. Il collegio formato da Filippo Serio, Giuseppe Sidoti e Fabio Pilato deciderà se aprire un’istruttoria. Se sceglieranno di continuare, restituiranno gli atti al pm per valutare l’archiviazione o chiedere l’autorizzazione a Senato (per Salvino) per procedere.

 

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