Regno Unito, sconfitta Tory alle suppletive: presidente si dimette ma Johnson non molla

Nuova batosta per Boris Johnson, i conservatori sono stati sconfitti in due elezioni suppletive in circoscrizioni finora considerate solidamente Tory.

In foto il primo ministro Boris Johnson (AP Photo/Matt Dunham, Pool)

LONDRA – Nuova batosta per Boris Johnson, i conservatori sono stati sconfitti in due elezioni suppletive in circoscrizioni finora considerate solidamente Tory. Il presidente del partito Oliver Dowden ha rassegnato le dimissioni, ma il premier insiste che intende restare in sella. I cittadini di Tiverton e Honiton, da sempre una roccaforte Tory, hanno eletto un deputato del partito liberaldemocratico, mentre la circoscrizione di Wakefield è stata vinta dal candidato laburista. I voti Tory sono crollati: in entrambi i casi i sostenitori del partito al Governo o sono rimasti a casa per protesta o hanno votato per il candidato dell’opposizione che aveva le maggiori possibilità di vincere.

La doppia sconfitta, prevista ma superiore per dimensioni alle aspettative, è l’ennesimo segnale dell’insoddisfazione degli inglesi dovuta soprattutto a Johnson. La popolarità del premier, che nel dicembre 2019 aveva trionfato alle urne conquistando una grande maggioranza sull’onda di Brexit, è crollata negli ultimi mesi. Il ‘partygate’, lo scandalo sulle feste illegali a Downing Street durante il lockdown per la pandemia, ha danneggiato la reputazione di Johnson sia tra gli elettori che all’interno del suo stesso partito. A inizio giugno il premier è sopravvissuto di stretta misura a un voto di sfiducia, con il 41% dei deputati conservatori schierati contro di lui. Alle recenti celebrazioni pubbliche per il Giubileo di platino della Regina, BoJo e la moglie sono stati fischiati dalla gente per strada.

Johnson ha dato la colpa delle sconfitte alle suppletive all’aumento del costo della vita e alle difficili condizioni economiche. L’inflazione è ai massimi da quarant’anni e la fiducia dei consumatori è crollata ai minimi storici. Il premier ha dichiarato che intende “ascoltare gli elettori, ma andare avanti”. L’uscita di scena di Dowden, però, è un duro colpo. Il presidente del partito è stato fino a oggi un fedelissimo di Johnson, ma nella sua lettera di dimissioni ha messo in chiaro che il premier dovrebbe seguire il suo esempio e lasciare l’incarico. I sostenitori Tory sono “angosciati e delusi dai recenti eventi”, ha scritto facendo riferimento al partygate, e “non possiamo andare avanti come se niente fosse. Qualcuno deve assumersi la responsabilità”. Anche Michael Howard, ex leader Tory, ha invitato Johnson a dare le dimissioni, “per il bene del partito e soprattutto del Paese”. Il leader laburista Keir Starmer, dal canto suo, ha festeggiato la vittoria a Wakefield, “che significa che il prossimo Governo sarà Labour”, mentre il partito liberaldemocratico ha detto che il messaggio inviato dagli elettori è molto chiaro: “Johnson se ne deve andare”.

Di Nicol Dynes

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