Le allergie primaverili, note anche come rinite allergica stagionale, rappresentano una reazione del sistema immunitario a sostanze disperse nell’aria come i pollini di alberi, graminacee ed erbe infestanti. In Italia, si stima che circa nove milioni di persone ne soffrano ogni anno, con quasi la metà che necessita di cure mediche per sintomi severi.
Quando un soggetto allergico inala queste particelle, il suo corpo le identifica come una minaccia, attivando una risposta immunitaria che porta al rilascio di istamina. Questa sostanza è la principale responsabile dei sintomi tipici, come starnuti, prurito e congestione. Lo sviluppo di una reazione allergica dipende da una combinazione di predisposizione genetica e fattori ambientali, tra cui l’inquinamento atmosferico, che può aggravare la sintomatologia.
I sintomi coinvolgono principalmente le vie respiratorie e gli occhi. Tra i più comuni si riscontrano starnuti continui, naso che cola, congestione nasale, prurito a naso e palato. A livello oculare, si manifestano arrossamento, lacrimazione e gonfiore delle palpebre, quadro noto come congiuntivite allergica. In alcuni casi possono comparire tosse secca e difficoltà respiratorie. A differenza del raffreddore, l’allergia non causa febbre e persiste finché dura l’esposizione all’allergene.
Per una gestione efficace è essenziale una diagnosi precisa, che si ottiene tramite una visita specialistica. L’allergologo, dopo un’attenta anamnesi, può procedere con test specifici. Il più comune è il prick test, che consiste nell’applicare piccole quantità di estratti allergenici sulla pelle per osservare la reazione. In alternativa, si possono eseguire esami del sangue per misurare gli anticorpi IgE specifici.
In Italia, i principali responsabili delle reazioni primaverili sono i pollini di graminacee, betulacee (betulla), oleacee (olivo), parietaria e cupressacee (cipresso). Esistono calendari pollinici che aiutano a monitorare la concentrazione di questi allergeni nell’aria.
La gestione si basa su tre pilastri. Il primo è l’adozione di rimedi pratici, come limitare le uscite nelle ore centrali della giornata, tenere le finestre chiuse, usare purificatori d’aria con filtri HEPA in casa e fare una doccia dopo essere stati all’aperto per eliminare i pollini.
Il secondo approccio è la terapia farmacologica, sempre su prescrizione medica. Gli antistaminici bloccano l’azione dell’istamina, mentre i corticosteroidi in spray nasale sono efficaci contro l’infiammazione e la congestione. Esistono anche farmaci specifici in caso di asma associata.
Infine, l’immunoterapia specifica (AIT), conosciuta come “vaccino”, è l’unica cura che agisce sulla causa. Consiste nella somministrazione controllata dell’allergene per un periodo di 3-5 anni, con l’obiettivo di indurre una tolleranza nel sistema immunitario, riducendo i sintomi e il bisogno di farmaci a lungo termine.



















