ROMA – Un gesto di puro e istintivo altruismo trasformato in una tragedia agghiacciante. È morto così, alle prime luci di un’alba ancora buia, un uomo di 35 anni, falciato da un’auto in corsa mentre si era fermato per prestare aiuto a un automobilista in difficoltà. Il suo eroismo gli è costato la vita sull’asfalto freddo del Grande Raccordo Anulare, teatro dell’ennesimo dramma della strada. Oltre alla vittima, il bilancio conta altri tre feriti, fortunatamente non in pericolo di vita.
La catena di eventi che ha portato alla morte del 35enne è iniziata intorno alle 5.15 di questa mattina, sabato 3 maggio 2026. Siamo al chilometro 40 e 700 della carreggiata esterna del GRA, un tratto veloce e trafficato all’altezza dello svincolo per la via Tuscolana. Qui, un primo automobilista, per cause ancora in fase di accertamento, ha perso il controllo della sua vettura, finendo per ribaltarsi in un incidente autonomo. Le conseguenze per lui, miracolosamente, non sono state gravi.
È a questo punto che la generosità si è affacciata sulla scena del disastro. Vedendo l’auto cappottata, almeno due conducenti che sopraggiungevano hanno deciso di non voltarsi dall’altra parte. Tra questi, la vittima di 35 anni. Insieme a un altro “buon samaritano”, si è fermato e si è prodigato per soccorrere il primo automobilista, assicurandosi delle sue condizioni. Pochi istanti, vissuti nella penombra dell’alba e nel frastuono delle auto che sfrecciavano a pochi metri di distanza.
Poi, l’imprevedibile. Mentre i soccorsi erano in atto, una quarta automobile è piombata sul luogo dell’incidente. L’impatto, violentissimo, non ha lasciato scampo al 35enne. Travolto in pieno, è stato sbalzato per diversi metri, morendo sul colpo. Un destino beffardo, che ha punito con la morte un atto di coraggio e solidarietà.
Sul posto si sono precipitate le pattuglie della Polizia Stradale di Settebagni e diverse ambulanze del 118. Per il 35enne, purtroppo, i sanitari non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. Gli altri tre feriti – presumibilmente il conducente della prima auto ribaltata, l’altro soccorritore e il guidatore della vettura investitrice – sono stati trasportati in ospedale in codice giallo, con traumi e lesioni serie ma non tali da metterne a rischio la vita.
Gli agenti della Polstrada hanno lavorato per ore per eseguire i rilievi scientifici e ricostruire l’esatta dinamica della tragedia, resa più complessa dall’assenza di telecamere di sorveglianza in quel preciso tratto di strada. Il conducente dell’auto che ha investito il 35enne, come da prassi, sarà sottoposto ai test per verificare l’eventuale assunzione di alcol o sostanze stupefacenti e la sua posizione è ora al vaglio dell’autorità giudiziaria, con la probabile accusa di omicidio stradale. Il Raccordo è rimasto parzialmente chiuso per consentire le operazioni di soccorso e messa in sicurezza, con pesanti ripercussioni sul traffico. Resta il dolore per una vita spezzata nel tentativo di salvarne un’altra, un sacrificio che lascia una scia di sangue e sgomento sull’asfalto della Capitale.

















