Italia: divario di genere nelle energie rinnovabili

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Disparità retributiva
Disparità retributiva

Un’indagine realizzata da Italia Solare e Key – The Energy Transition Expo, con il supporto di Excellera Intelligence, ha analizzato la presenza femminile e le dinamiche di inclusività nel settore delle energie pulite, coinvolgendo circa 600 aziende del comparto fotovoltaico in Italia. Dai risultati è emerso un quadro complesso: la forza lavoro femminile si attesta al 35% del totale degli occupati.

La ricerca ha messo in luce una netta segregazione orizzontale. La maggior parte delle donne, infatti, si concentra in funzioni non tecniche. Appena una lavoratrice su quattro (28%) opera in aree di competenza tecnica, mentre la stragrande maggioranza (72%) è impiegata in altre funzioni aziendali, con una particolare densità nell’area amministrativa (27%).

Sul fronte delle posizioni apicali, il report ha evidenziato una rappresentanza di donne ancora contenuta, seppur in linea con le tendenze di altri settori industriali. Se da un lato il 67% delle aziende intervistate ha dichiarato di avere almeno una donna in posizioni di vertice, un terzo del campione (33%) non ne ha nessuna.

Il dato, apparentemente positivo, si ridimensiona quando si analizza la natura di tali ruoli. Scendendo nel dettaglio, la leadership femminile si assottiglia in modo decisivo: solo un’azienda su dieci ha indicato di avere una donna come amministratrice delegata, direttrice generale o amministratrice unica. La quota scende ulteriormente al 4% per i ruoli di presidente o vicepresidente, a conferma di un “soffitto di cristallo” ancora solido.

L’indagine ha inoltre fatto emergere una profonda divergenza nella percezione delle disparità. Quasi una donna su due (48%) ha affermato di aver assistito, nel corso del proprio percorso professionale, a episodi riconducibili a un trattamento di genere non equo. Questa consapevolezza non è però condivisa in egual misura dai colleghi uomini.

Il divario percettivo è risultato particolarmente marcato sul tema delle opportunità di carriera: circa due terzi degli uomini intervistati (67%) hanno ritenuto che esistano pari possibilità di crescita tra i generi, una convinzione condivisa solo dal 41% delle donne. La forbice si è allargata ulteriormente sul tema della parità retributiva: il 65% degli uomini ha considerato equilibrate le retribuzioni, a fronte di appena il 28% delle lavoratrici che ha espresso la stessa valutazione.

Infine, sul fronte degli strumenti organizzativi, il settore ha mostrato una diffusione significativa di politiche a supporto dell’equilibrio tra vita professionale e personale. Il 78% degli intervistati ha dichiarato che nella propria azienda sono attive misure di flessibilità e conciliazione. Accanto a questo dato positivo, è emerso tuttavia un forte elemento di attenzione: circa una donna su cinque (21%) ha espresso il timore che l’utilizzo di tali strumenti possa comportare ripercussioni negative sul proprio percorso professionale, segnalando la persistenza di una cultura che potrebbe penalizzare chi ne usufruisce.

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