L’Iran sceglie la Guida suprema: “Il nome Khamenei continuerà”

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Khamenei Mojitaba_Ap photo_Vahid Salemi
Khamenei Mojitaba_Ap photo_Vahid Salemi

DUBAI – Mojtaba Khamenei, figlio del defunto leader supremo Ali Khamenei, è stato nominato suo successore. Lo annuncia la tv di Stato iraniana. Mojtaba Khamenei era da tempo considerato il principale candidato, anche prima che un attacco israeliano uccidesse il padre all’inizio della guerra, nonostante non fosse mai stato eletto o nominato a una carica governativa. La potente Guardia rivoluzionaria paramilitare iraniana risponde al leader supremo e ora il giovane Khamenei avrà voce in capitolo nella strategia di guerra.

A selezionare il leader supremo dell’Iran è l’Assemblea degli esperti, un gruppo di religiosi composto da 88 membri. Mojtaba Khamenei è nato nel 1969 a Mashhad, importante centro religioso dell’Iran. Non era mai stato eletto o nominato a una carica governativa, ma ha prestato servizio militare nell’ultimo periodo della guerra fra Iran e Iraq durata dal 1980 al 1988 con il battaglione Habib ibn Mazahir delle Guardie Rivoluzionarie ed è noto per i suoi stretti legami con i Pasdaran. Ha studiato a Qom con i più importanti esponenti del clero religioso iraniano, ma è una figura che ha sempre preferito lavorare dietro le quinte, anche quando suo padre è diventato Guida suprema.

I cablogrammi diplomatici statunitensi pubblicati da WikiLeaks alla fine degli anni 2000 parlavano del giovane Khamenei come del “potere dietro la veste”. Uno di questi riportava l’accusa che Khamenei intercettasse persino il telefono del padre e stesse costruendo una propria base di potere nel Paese.

Khamenei ha lavorato a stretto contatto con le Guardie rivoluzionarie, sia con i comandanti della loro Forza Quds per le operazioni esterne sia con la milizia volontaria Basij per la repressione delle proteste interne. Gli Stati Uniti lo hanno sanzionato nel 2019, durante il primo mandato del presidente Donald Trump, per aver contribuito a “promuovere le ambizioni regionali destabilizzanti e gli obiettivi repressivi interni di suo padre”.

Tra le accuse vi è quella di aver sostenuto dietro le quinte l’elezione del presidente conservatore Mahmoud Ahmadinejad nel 2005 e la sua controversa rielezione nel 2009, che scatenò le proteste del Movimento Verde. Mahdi Karroubi, candidato presidenziale nel 2005 e nel 2009, denunciò Khamenei come “figlio di un maestro” e lo accusò di aver interferito in entrambe le votazioni. Suo padre rispose all’epoca che Mojtaba era “egli stesso un maestro, non il figlio di un maestro”.

La sua scelta come nuova guida suprema, secondo il New York Times, è anche un messaggio da parte dell’ala più estremista dei Pasdaran alla popolazione relativo alla piena volontà di restare al comando del Paese. Già nel 2024 il nome di Mojtaba Khamenei era dato fra i più probabili come nuova Guida suprema, anche se in quella occasione l’ayatollah Khamenei aveva detto di non gradire una successione dinastica.

Nel corso dei raid israelo-americani l’uomo ha perso, oltre al padre, anche la madre Mansoureh Khojasteh Bagherzadeh e la moglie Zahra Haddad Adel. Secondo quanto riportato da Bloomberg, Mojtaba Khamenei avrebbe un portafoglio di immobili di lusso a Londra del valore di oltre 130 milioni di dollari, oltre a una villa in un quartiere esclusivo di Dubai e resort di lusso a Maiorca e sulle Alpi austriache.

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