Libri usati: a Roma e Milano la lettura è sostenibile

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Lettura sostenibile
Lettura sostenibile

Il concetto di “book bank”, o banca del libro, si sta affermando come una risposta concreta a un doppio problema: il costo elevato dei testi accademici e l’enorme spreco di carta. Queste iniziative promuovono un modello di economia circolare applicato alla cultura, dando una seconda vita a volumi che, una volta superato un esame, finirebbero dimenticati su una libreria o, peggio, al macero.

Presso l’Università degli Studi Roma Tre, il progetto ha preso forma attraverso l’installazione di scaffali dedicati al book sharing, posizionati in punti strategici del campus come sale lettura e biblioteche. Gli studenti sono stati incoraggiati a lasciare i manuali che non utilizzano più, mettendoli a disposizione gratuita dei colleghi. Il meccanismo si basa sulla fiducia e sulla condivisione: chi ha bisogno di un testo può prenderlo liberamente, con l’invito a contribuire a sua volta.

Un’iniziativa simile ha trovato terreno fertile anche a Milano, all’interno del campus dell’Università Bocconi. Qui è stato creato uno spazio specifico dove gli studenti possono donare i propri libri e prenderne altri senza alcun costo. Per sottolineare la natura circolare del progetto, ogni volume donato riceve un timbro speciale che lo identifica come un “libro in viaggio”, destinato a passare di mano in mano, rafforzando l’idea che la conoscenza sia un bene da far circolare.

Oltre all’evidente vantaggio economico per gli studenti, l’impatto ecologico di queste pratiche è notevole. Ogni libro riutilizzato rappresenta un risparmio diretto di carta, acqua ed energia che sarebbero state necessarie per produrne uno nuovo. In un settore come quello editoriale, incentivare il riuso significa ridurre la deforestazione, le emissioni di CO2 legate alla produzione e la quantità di rifiuti cartacei.

Le “banche del libro” diventano così piccoli ma significativi presidi di sostenibilità. Insegnano, con l’esempio, che anche le abitudini legate allo studio possono contribuire alla salvaguardia dell’ambiente, promuovendo un modello che privilegia la condivisione rispetto al possesso individuale e al consumo.

Questo fenomeno non è confinato all’Italia. Nel Regno Unito, ad esempio, iniziative di “book bank” sono state integrate persino all’interno dei banchi alimentari (food banks), dove i volontari, oltre a distribuire cibo, offrono libri gratuiti, creando momenti di scambio culturale e supporto sociale. In conclusione, questi progetti rappresentano un esempio virtuoso di come una buona pratica possa generare benefici su più fronti: economico, sociale e, soprattutto, ambientale.

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