CATANZARO – Una potenziale trappola mortale, mascherata da tempio del divertimento notturno. Oltre 4000 persone, in gran parte giovanissimi, ammassate in un locale con una capienza massima di 1500, con due uscite di emergenza sbarrate da lucchetti. È lo scenario da incubo scoperto ieri sera, 25 aprile, da una task force interforze che ha fatto irruzione in una nota discoteca del litorale catanzarese, interrompendo una serata di “movida selvaggia” e svelando un quadro di illegalità e pericoli gravissimi per la pubblica incolumità.
L’operazione non è stata un caso. Nasce dalla ferma volontà delle istituzioni di prevenire tragedie come quella di Crans-Montana, un monito che ha spinto il prefetto di Catanzaro a istituire, in un recente Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, un gruppo di lavoro dedicato. L’obiettivo: passare al setaccio i locali di pubblico spettacolo, applicando con rigore le direttive del Ministero dell’Interno per garantire che il divertimento non si trasformi mai in dramma.
E così, mentre la musica assordante scandiva la notte, gli uomini della Squadra di Polizia Amministrativa della Questura, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, dei Vigili del Fuoco, del Nucleo Ispettorato del Lavoro, della Capitaneria di Porto, dell’Asp e della Siae hanno cinturato il locale. Un dispiegamento di forze imponente, le cui competenze sinergiche hanno permesso di scoperchiare un vaso di Pandora di irregolarità.
Il primo dato, agghiacciante, è stato quello del sovraffollamento: a fronte di una capienza autorizzata per circa 1500 avventori, all’interno si accalcavano oltre 4000 persone. Un fiume di gente che, in caso di panico o di un’emergenza, si sarebbe trovato di fronte a un ostacolo insormontabile: due uscite di sicurezza erano state deliberatamente chiuse con dei lucchetti, annullando di fatto ogni via di fuga. Una violazione gravissima delle norme di sicurezza che ha fatto scattare l’allarme immediato. Gli agenti hanno prima imposto l’abbassamento del volume e poi lo stop definitivo alla musica, gestendo con professionalità il delicato deflusso di migliaia di giovani, molti dei quali minorenni, verso l’esterno.
Ma la lista delle violazioni è lunga e descrive una gestione dell’attività totalmente incurante delle regole. Sono state elevate sanzioni amministrative per 6.664 euro per l’impiego abusivo di addetti alla sicurezza, a cui si aggiunge un’ulteriore sanzione per il titolare. È stata accertata la presenza di un lavoratore “in nero”, mentre altre sei posizioni lavorative sono ora al vaglio degli ispettori. Anche sul fronte dell’igiene, sono emerse criticità in diverse aree del locale e nei servizi igienici.
L’indagine, però, non si ferma qui. Sono in corso verifiche sulla documentazione relativa alla concessione demaniale marittima e all’autorizzazione per la gestione stessa del locale, per capire se l’intera struttura poggiasse su fondamenta autorizzative solide.
Al termine del controllo, le forze dell’ordine hanno disposto la chiusura temporanea della discoteca, in attesa che vengano sanate tutte le gravi irregolarità riscontrate. La Questura ha ribadito con forza che l’intensificazione dei controlli preventivi proseguirà su tutto il territorio provinciale. Un avvertimento chiaro a tutti gli operatori del settore: la reiterazione di condotte così gravi, che mettono a repentaglio la vita dei clienti, può portare a conseguenze ben più severe, come la sospensione o la revoca definitiva della licenza. La notte della movida è finita, per ora, con i sigilli della legalità.















