Congo: bonobo aggrediscono un cucciolo e lo uccidono

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Bonobo violenti
Bonobo violenti

I bonobo sono da sempre considerati i primati più pacifici, noti per la loro capacità di cooperare anche tra gruppi diversi. Tuttavia, uno studio recente dell’Università di Harvard, pubblicato sulla rivista Scientific Reports, ha parzialmente ridimensionato questa fama, documentando un caso di aggressione eccezionalmente violento.

La ricerca si è svolta all’interno della riserva naturale di Kokolopori, un’area di quasi 5.000 chilometri quadrati nella Repubblica Democratica del Congo. In questo habitat convivono diverse comunità di bonobo non imparentate tra loro, che abitualmente si dividono il territorio senza scontri.

L’episodio ha coinvolto due di queste comunità, note ai ricercatori come Kokoalongo ed Ekalakala. Contrariamente al loro comportamento tipico, alcuni membri del gruppo Kokoalongo hanno teso un agguato e hanno aggredito una femmina adulta della comunità vicina. L’evento rappresenta una delle pochissime testimonianze di violenza inter-gruppo mai documentate per questa specie.

L’attacco non si è limitato allo scontro fisico tra adulti. Dopo aver picchiato la femmina, gli aggressori hanno rapito la sua figlia infante. Il piccolo esemplare ha subito un trattamento altrettanto brutale: un maschio adolescente lo ha strappato alla madre, lo ha fatto cadere a terra più volte e lo ha persino fatto roteare tenendolo per un braccio.

A causa delle gravi ferite riportate, l’infante è morto il giorno successivo. Questo comportamento, che consiste nel prendere di mira i cuccioli di un branco rivale, è relativamente comune in specie più bellicose come gli scimpanzé, ma non era mai stato osservato prima nei bonobo, rendendo l’evento unico nella letteratura scientifica.

A rendere la vicenda ancora più drammatica è stato il comportamento di un’altra femmina del gruppo che aveva subito l’agguato. Pur non essendo la madre, ha tentato disperatamente di “rianimare” il piccolo corpo senza vita, portandolo con sé per due giorni prima di abbandonarlo.

Gli autori dello studio hanno sottolineato che si tratta di un singolo episodio, dal quale non è possibile trarre conclusioni definitive sull’intera specie. Le motivazioni dietro l’aggressione rimangono infatti sconosciute. Ciononostante, questo caso solleva un dubbio importante: i bonobo potrebbero essere meno pacifici di quanto abbiamo sempre creduto, e la loro natura aggressiva potrebbe essere semplicemente passata inosservata fino ad ora.

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