NAPOLI – Un commerciante di gioielli e pietre preziose rapito davanti casa a Calata Capodichino, una zona considerata la roccaforte del clan Contini al Vasto. Era uscito per prendere la spesa, quando è stato immobilizzato da quattro uomini e caricato in auto e portato in una località segreta. Qui è stato picchiato. I familiari hanno telefonato alla polizia alle tre di notte ed è cominciata la caccia all’uomo nel centro cittadino. È stato rilasciato dopo dieci ore, a poche decine di metri dall’abitazione. Ascoltato dalla polizia, ha detto che ha dei debiti. La sua versione è al vaglio.
Gli inquirenti non escludono che possa trattarsi di una estorsione. Gli investigatori sono certi: è un sequestro organizzato da paranze locali fiancheggiate dai clan. Era stato studiato tutto nei minimi dettagli. Qui all’Arenaccia non si può pianificare un sequestro senza l’assenso dei Contini. A pochi metri c’è il rione Amicizia, il ‘bunker’ del clan inserito nell’Alleanza di Secondigliano. Ma torniamo ai fatti.
È stato un sequestro lampo dai contorni ancora da definire, che ha scosso la zona dell’Arenaccia. La vittima è un commerciante di pietre preziose di 49 anni, prelevato con la forza in piena notte e tornato a casa poche ore dopo, visibilmente provato ma incolume. La dinamica del sequestro è al vaglio delle forze dell’ordine.
L’episodio è avvenuto prima della mezzanotte di martedì in una traversa di via Arenaccia. Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo è stato avvicinato da un commando di quattro uomini a bordo di un’autovettura; lo hanno caricato a forza nel veicolo prima di dileguarsi rapidamente tra le strade del quartiere. Dopo ore di angoscia, il 49enne è riuscito a fare rientro presso la propria abitazione. Sebbene le sue condizioni fisiche siano giudicate buone, l’uomo è apparso in forte stato di shock.
Restano però numerosi interrogativi a cui la Squadra Mobile di Napoli sta cercando di dare risposta. Il movente: si è trattato di un tentativo di rapina finito male, di un’estorsione o di un avvertimento legato alla sua attività professionale? Gli inquirenti hanno accertato che i sequestratori hanno deciso di rilasciarlo dopo circa dieci ore. Dove era stato portato e perché?
Il luogo del sequestro non è stato individuato. Resta da chiarire dove la vittima sia stata tenuta in ostaggio durante le ore della notte. Gli agenti, coordinati dalla Procura, stanno analizzando le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona Arenaccia per identificare il veicolo utilizzato per il rapimento. Fondamentale sarà la testimonianza della vittima, che sarà ascoltata nelle prossime ore per tentare di ricostruire ogni dettaglio della vicenda.
Al momento, la polizia non esclude alcuna pista e gli accertamenti della questura sono tuttora in corso. Le indagini sono affidate agli specialisti della squadra mobile della questura, che ieri hanno effettuato un sopralluogo, alla ricerca di testimoni e informazioni utili per identificare i quattro componenti del commando.



















