Addio a Evaristo Beccalossi, genio ribelle dell’Inter

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Cronache sport calcio
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Evaristo Beccalossi, storico numero 10 dell’Inter, è scomparso a quasi 70 anni a seguito di un’emorragia cerebrale. Con lui se ne va un fantasista d’altri tempi, simbolo di un calcio fatto di puro estro e imprevedibilità.

La sua leggenda è legata alla frase “Sono Evaristo, scusa se insisto”, attribuita a Beppe Viola o allo stesso Beccalossi dopo una doppietta nel derby del 1979. Questa rima descrive un trequartista insistente nel dribbling, un talento che Gianni Brera soprannominò “Dribblossi”. Cresciuto a Brescia, Beccalossi ha incarnato il calciatore-artista, poco incline agli allenamenti e agli schemi.

L’Inter lo ha acquistato dal Brescia nel 1978, un anno dopo il suo partner d’attacco ideale, Alessandro Altobelli. Insieme hanno formato una coppia perfetta, portando la squadra di Fraizzoli alla vittoria dello scudetto nel 1980.

Quella stagione è stata consacrata da un derby vinto 2-0 con una sua doppietta, una partita che lo ha reso un idolo eterno per il popolo nerazzurro. Il suo atteggiamento sicuro di sé, quasi da “bauscia”, incarnava alla perfezione lo spirito interista dell’epoca, come quando sfidava gli avversari a prendergli la palla.

Nella sua carriera non sono mancati momenti iconici, come i due rigori sbagliati consecutivamente nella stessa partita di Coppa delle Coppe contro lo Slovan Bratislava. Un episodio che il comico Paolo Rossi ha trasformato in un celebre monologo sulla fragilità dell’eroe.

Un altro capitolo fondamentale è stata la mancata convocazione al Mondiale del 1982. Il CT Enzo Bearzot lo ha giudicato troppo individualista per il suo gruppo, una scelta che ha provocato forti proteste. Famoso l’episodio in cui Bearzot, insultato da una giovane tifosa interista, ha reagito con uno schiaffo per poi scusarsi e spiegare le sue ragioni.

Dopo l’addio all’Inter nel 1984, ha giocato con Sampdoria, Monza e Barletta, chiudendo la carriera nelle serie minori. Terminata l’attività agonistica, Beccalossi ha iniziato una seconda vita come apprezzato opinionista televisivo e agente commerciale, dimostrando una notevole abilità anche nel mondo della pubblicità. Un’esistenza vissuta sempre al massimo, come testimoniano gli incontri notturni con il cantante Franco Califano.

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