Enrico Ruggeri ricorda l’amico Evaristo Beccalossi

396
Cronache sport calcio
Cronache sport calcio

Enrico Ruggeri ha perso un amico, un ‘fratello di vita’. Il cantautore ha ricordato il legame quasi cinquantennale con Evaristo Beccalossi, il grande numero 10 dell’Inter scomparso di recente.

La loro amicizia è nata nel 1979, quando il calciatore era appena arrivato all’Inter. Ruggeri aveva 22 anni, Beccalossi 23. Da allora, ha raccontato il cantante, non si sono mai persi di vista, nemmeno durante il difficile periodo della malattia. Un rapporto profondo, basato su un sostegno reciproco costante: “Sapevamo tutto l’uno dell’altro. Se uno attraversava un momento complicato, l’altro c’era. È stato sempre così”.

Un’ammirazione speculare li legava. Beccalossi considerava Ruggeri il suo cantante preferito, e per il cantautore interista, Evaristo è stato l’idolo incontrastato. “Lo dico con grande rispetto per tutti i campioni nerazzurri: Evaristo era il 10, uno che con la palla faceva quello che voleva. Ci ha fatto divertire ed è diventato un simbolo dell’Inter”.

Ruggeri ha sottolineato come il valore di un giocatore non si misuri solo con i trofei. Sebbene Beccalossi abbia vinto meno di quanto avrebbe meritato, ha lasciato un’impronta indelebile nel cuore dei tifosi, e non solo di quelli interisti. “Quando andavamo in giro insieme, anche se aveva smesso di giocare da tempo, c’erano più persone che fermavano lui per una foto rispetto a me. Becca era incredibile”.

Il suo stile di gioco era unico: un fuoriclasse che non amava rincorrere l’avversario ma che, una volta in possesso del pallone, poteva vincere le partite da solo con le sue invenzioni, mandando in visibilio San Siro. Tra le sue performance memorabili, Ruggeri ha citato la partita di Coppa Uefa contro l’Austria Vienna, dove Beccalossi ha offerto una prestazione straordinaria.

Un grande rimpianto rimane la mancata convocazione in Nazionale, specialmente in vista del Mondiale del 1982, dopo una delle sue migliori stagioni. “Pensare che non sia mai stato convocato… è un po’ troppo”, ha commentato Ruggeri, ricordando come il giocatore avesse accettato la decisione del CT Bearzot con filosofia.

L’amicizia si celebrava anche in campo, durante le partite di beneficenza. Ruggeri, numero 10 della Nazionale Cantanti, voleva sempre cedere la maglia all’amico, che però si rifiutava. In alcune occasioni, hanno risolto indossandola entrambi.

Nel 1997, Ruggeri ha dedicato a Beccalossi la canzone ‘Il fantasista’, un omaggio a un tipo di calciatore che oggi non esiste più. L’ex giocatore si è commosso al primo ascolto, telefonando all’amico per ringraziarlo.

Il cantautore è stato tra gli ultimi a salutarlo. Dopo aver ricevuto una chiamata dalla figlia Nagaja sull’aggravarsi delle condizioni dell’amico, ha raggiunto l’ospedale di Brescia. “Non sono riuscito a parlargli, ma l’ho abbracciato. Per me era come un fratello. Mi mancherà tanto”.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome