Milan, futuro Tare in bilico: spunta l’ipotesi D’Amico

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Cronache sport calcio
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Le strategie del Milan per la prossima stagione saranno definite solo al termine del campionato, ma le riflessioni sull’organigramma dirigenziale sono già iniziate. La posizione dell’attuale direttore sportivo, Igli Tare, è in valutazione e tra i profili seguiti per un eventuale cambiamento spicca quello di Tony D’Amico.

Il suo nome era già stato accostato ai rossoneri la scorsa estate, prima che la scelta ricadesse proprio sull’ex dirigente della Lazio. Oggi lo scenario si ripropone con maggiore insistenza, data anche la situazione contrattuale dello stesso D’Amico.

Il direttore sportivo è infatti vicino a concludere la sua esperienza con l’Atalanta. Le parole dell’amministratore delegato del club bergamasco, Luca Percassi, sono state indicative: “Ho un rapporto straordinario con lui, mi rendo conto che come capita per i giocatori anche lui possa essere corteggiato. Il nostro rapporto potrebbe anche concludersi”. Queste dichiarazioni, pur esprimendo grande stima, prefigurano una separazione consensuale al termine della stagione.

Arrivato a Bergamo nel 2022, D’Amico si è affermato come uno dei dirigenti più abili nel coniugare risultati sportivi e sostenibilità finanziaria. La sua fama è nata durante l’esperienza al Verona, dove ha realizzato plusvalenze eccezionali.

Operazioni come le cessioni di Marash Kumbulla, Amir Rrahmani e Sofyan Amrabat, acquistati per meno di 4 milioni complessivi e rivenduti per una cifra superiore ai 60, hanno garantito al club veneto una solida base economica per gli anni successivi, finanziando di fatto la crescita della squadra.

A Bergamo, D’Amico ha alzato il livello del suo operato, adattandosi a un club con ambizioni europee. Sotto la sua gestione sono arrivati giocatori chiave come Éderson, Charles De Ketelaere, Gianluca Scamacca e Sead Kolašinac, elementi funzionali al sistema di gioco e decisivi per la conquista dell’Europa League e per le qualificazioni in Champions League.

Il suo metodo, basato su uno scouting mirato e sulla valorizzazione degli asset, risponde perfettamente alle esigenze di un club moderno che punta all’autosostentamento. Se il Milan deciderà per un cambio nella sua area sportiva, D’Amico si farà trovare pronto, ma la concorrenza non manca: anche Roma e Napoli sono state indicate come possibili destinazioni per un dirigente in forte ascesa nel panorama italiano.

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