Parco del Cilento: Romano Gregorio è il nuovo direttore

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Sviluppo sostenibile
Sviluppo sostenibile

Il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni ha avviato un nuovo capitolo della sua gestione. Con il Decreto n. 156 del 15 maggio 2026, il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha formalizzato la nomina del dott. Romano Gregorio alla direzione dell’ente e delle Aree Marine Protette ad esso collegate. La decisione è giunta al termine dell’iter di selezione, che ha visto la presentazione di una terna di candidati di alto profilo.

Il dott. Gregorio assumerà un mandato di cinque anni, proseguendo un percorso già avviato in precedenza. La sua riconferma rappresenta un segnale di continuità per un territorio di straordinario valore, riconosciuto come Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO per il suo paesaggio culturale unico, che fonde natura e storia millenaria. L’area si estende su una superficie vastissima, custodendo ecosistemi marini e montani e testimonianze archeologiche come Paestum e Velia.

Le linee programmatiche per il prossimo quinquennio si concentreranno su tre pilastri fondamentali: la tutela ambientale, la crescita economica in armonia con la natura e la valorizzazione integrata del patrimonio locale. L’obiettivo primario sarà quello di rafforzare le misure di conservazione degli habitat e delle specie protette, contrastando le minacce derivanti dall’antropizzazione e dai cambiamenti climatici.

Tra le priorità operative spicca la promozione di un turismo più consapevole ed esperienziale. Si punterà a destagionalizzare i flussi, incentivando forme di mobilità lenta come il cicloturismo e il trekking, attraverso il potenziamento della rete di cammini e ciclovie che attraversano il territorio. Questo approccio mira a far scoprire ai visitatori non solo le celebri coste, ma anche l’entroterra con i suoi borghi storici e le sue tradizioni.

Un’attenzione particolare sarà dedicata al sostegno delle eccellenze agroalimentari. L’ente si impegnerà a valorizzare le produzioni tipiche, come l’olio d’oliva DOP, i fichi bianchi del Cilento e i formaggi locali, creando un legame ancora più forte tra agricoltura di qualità e offerta turistica. La sfida sarà quella di bilanciare la necessaria conservazione con l’innovazione, trasformando il Parco in un laboratorio di buone pratiche.

Per raggiungere questi traguardi ambiziosi, il direttore opererà in stretta sinergia con il Presidente, il Consiglio Direttivo e tutte le istituzioni locali, dai comuni alle associazioni. La collaborazione sarà la chiave per affrontare le sfide future e per garantire che il Parco continui a essere un modello di gestione virtuosa e un patrimonio da tramandare alle prossime generazioni.

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