Aldo Grasso sul derby: ‘Una notte per battere la Juve’

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Cronache sport calcio
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“È una partita che non ammette distrazioni. La più importante di tutte”. Con queste parole Aldo Grasso, nota penna e tifoso granata, ha inquadrato il significato del derby della Mole, descrivendosi come uno che da sempre si identifica “nei valori del Toro”.

L’analisi del critico televisivo parte dalla collocazione anomala della sfida a fine stagione, definita “uno scherzo del destino”. Grasso ha sottolineato come questa partita offra una motivazione unica: “Per una volta possiamo determinare il futuro della Juventus. Se vinciamo, loro non parteciperanno alla Champions”. Nonostante l’opportunità, ha espresso perplessità sulla scelta del calendario, ritenendo assurdo che un derby si giochi all’ultima giornata.

Per spiegare il valore della stracittadina per il tifo granata, Grasso ha fatto riferimento alla docu-serie di Sky “Lassù qualcuno ti ama” sullo scudetto del ‘76. I giocatori dell’epoca, ha ricordato, consideravano il derby la partita cruciale “perché si gioca contro il fantasma che insegue sempre il Toro”. In una città come Torino, la Juventus ha sempre rappresentato il potere, “la squadra dei padroni, della Fiat”, creando una dicotomia tra due concezioni opposte dello spirito di un club, quasi “l’alfa e l’omega”.

La voglia di vivere una notte indimenticabile è tanta, ma Grasso ha messo in luce come il calcio moderno abbia cambiato le dinamiche. Ha lanciato una proposta: “Bisognerebbe che i calciatori acquistati dal Toro, in ritiro, seguissero un’ora al giorno lezioni di storia del Toro”. Solo così, secondo lui, potrebbero comprendere a fondo la leggenda e il significato di una maglia che, per chi resta solo uno o due anni, rischia di rimanere un semplice pezzo di stoffa.

Un passaggio importante ha riguardato il ritorno del pubblico allo stadio. Grasso ha definito “folle” la precedente decisione di disertare le tribune, vedendola come un autogol. “Il danno è stato fatto alla squadra, non al presidente”, ha affermato, criticando una forma di protesta che ha solo demotivato i giocatori. Per il giornalista, la contestazione è legittima, ma “se tieni per il Toro, vai allo stadio”.

L’aspettativa sui calciatori è chiara: “Che si giochi con agonismo dall’inizio alla fine”. Un derby non consente cali di tensione. Alla domanda su chi puntare, Grasso ha indicato in Giovanni Simeone “il classico giocatore da Toro”, ma ha espresso apprezzamento anche per Ilkhan e soprattutto per Nikola Vlasic, definito “il di più che in una squadra serve sempre”. Un suo gol avrebbe un sapore romantico, ma la conclusione è pragmatica: “Che segni chiunque. Se anche fa gol Paleari, mi va benissimo”.

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