Roma, servono 60 milioni di plusvalenze entro giugno

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Cronache sport calcio
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La Roma ha iniziato a lavorare per il futuro e il ritorno in Champions League, ma prima di concentrarsi sugli acquisti dovrà vendere. La scadenza è fissata al 30 giugno per rispettare gli obblighi del settlement agreement firmato nel 2022 con la Uefa.

L’accordo impone al club di non superare una perdita aggregata di 60 milioni di euro nel triennio 2023-26. Date le perdite già registrate nei primi due bilanci del periodo, è emersa la necessità di generare plusvalenze per circa 60 milioni di euro per rientrare nei parametri.

Questa sarà la prima, grande sfida per Tony D’Amico, designato nuovo direttore sportivo giallorosso. Per raggiungere l’obiettivo, la dirigenza ha individuato due giocatori principali da poter cedere: Manu Koné ed Evan Ndicka. Koné ha mostrato segnali di distacco dal gruppo e il club è pronto a valutare offerte.

Arrivato per 18 milioni più bonus, il suo valore a bilancio è ora di circa 11 milioni. La Roma lo valuta 50 milioni, ma potrebbe accettare offerte intorno ai 40 milioni più bonus per accelerare la vendita. Inter e Psg hanno mostrato interesse per il centrocampista.

Evan Ndicka è invece arrivato a parametro zero nel 2022, il che renderebbe la sua cessione una plusvalenza quasi totale. Il club sta cercando acquirenti in Premier League, dove si spera di poter incassare i 35 milioni di euro richiesti.

Se non dovessero arrivare offerte adeguate per i due entro la scadenza, l’attenzione si sposterà su altri profili come Tommaso Pisilli e Mile Svilar. Essendo un prodotto del vivaio il primo e un parametro zero il secondo, le loro cessioni genererebbero plusvalenze nette.

Tuttavia, la società li sacrificherebbe solo in caso di stretta necessità, con Svilar considerato l’ultimo giocatore da mettere sul mercato. La cessione di Matías Soulé appare invece più complessa a causa del suo alto valore a bilancio, che richiederebbe un’offerta superiore ai 40 milioni.

A gestire queste delicate operazioni sarà proprio D’Amico, quarto direttore sportivo dell’era Friedkin. La sua scelta è legata anche al suo eccellente passato nella gestione delle plusvalenze, dimostrato sia al Verona sia all’Atalanta.

Al Verona ha orchestrato le cessioni di Kumbulla (+26,5 milioni) e Amrabat (+16,5). All’Atalanta ha ottenuto risultati ancora più importanti con le vendite di Hojlund (+56,8 milioni), Retegui (+47,6 milioni) e Koopmeiners (+44,4 milioni). Questa sua abilità sarà fondamentale per permettere alla Roma di equilibrare i conti.

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