Antonelli, il padre dopo la vittoria: ‘Sia d’esempio’

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Cronache sport formula1
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Sotto il podio di Montecarlo, mentre il diciannovenne Kimi Antonelli celebrava la vittoria nel Gran Premio, suo padre Marco ha vissuto un momento di profonda emozione. Per lui, il leader del Mondiale di Formula 1 è prima di tutto ‘il suo bambino’, quel ragazzo che sognava la massima formula sfrecciando sui kart.

Marco Antonelli ha definito la vittoria a Montecarlo ‘speciale’, persino più emozionante del primo successo ottenuto in Cina. Pur avendo sempre avuto fiducia nelle capacità del figlio e nel supporto del team Mercedes, ha confessato che un trionfo così prestigioso a soli diciannove anni era difficile da immaginare.

Il successo rappresenta un risultato importante, un momento da godersi appieno, ma la famiglia mantiene un approccio cauto. ‘La strada è ancora lunga’, ha affermato il padre, sottolineando che questo è solo un tassello di un percorso che, forse un giorno, potrà essere definito storico. L’auspicio più grande di Marco Antonelli è che il figlio possa essere un esempio per gli altri ragazzi, non solo per i traguardi sportivi. ‘Vorrei fosse un’ispirazione per com’è fuori dalla pista, un diciannovenne normale con la testa sulle spalle, che si impegna al massimo in ciò che ama’.

Un ruolo fondamentale nella crescita di Kimi è stato svolto dalla famiglia, e in particolare dalla madre Veronica. Il padre ha precisato di aver seguito l’aspetto sportivo, ma ha attribuito alla moglie il merito di essere stata ‘attentissima’ con i figli. Lo stesso Kimi, prima della gara, aveva espresso il desiderio di avere accanto anche la mamma in un giorno così importante.

La gara è stata vissuta con grande apprensione da Marco Antonelli, soprattutto durante la ripartenza dopo la bandiera rossa. La preoccupazione era legata sia alle difficoltà avute da Kimi con gli scatti al via durante la stagione, sia alla nota rapidità delle Ferrari in partenza. ‘Invece Kimi è stato bravissimo’, ha commentato sollevato, riconoscendo anche il prezioso lavoro svolto dal team Mercedes per migliorare le partenze del pilota.

Guardando al futuro della stagione, la principale preoccupazione riguarda le incognite tipiche del motorsport: la sfortuna, gli errori e i momenti di difficoltà che possono cambiare tutto in un attimo. ‘Veniamo da questo ambiente e sappiamo che basta un errore per cambiare le cose’, ha spiegato il padre. La famiglia e la squadra lavorano in sinergia per proteggere il pilota, consapevole dei pericoli che si nascondono anche nei momenti di grande successo.

Per questo, l’approccio resta focalizzato sul presente. L’ordine è affrontare il campionato ‘gara per gara’, senza lasciarsi distrarre dal pensiero del titolo mondiale. Secondo il padre, si inizierà a pensare al Mondiale solo quando mancheranno tre Gran Premi alla fine. Questa strategia serve a mantenere la massima concentrazione su ogni singolo fine settimana di gara per estrarre sempre il massimo potenziale.

La serata del trionfo si è conclusa con la partecipazione al tradizionale Gala del Principe, un evento che Marco Antonelli ha affrontato con un misto di orgoglio e timidezza. ‘Se potessi stare in un angolino nascosto sarebbe meglio’, ha scherzato, a riprova della normalità di una famiglia che, nonostante i successi, resta con i piedi per terra.

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