Il presidente del Torino, Urbano Cairo, ha espresso la sua visione per il futuro del calcio italiano a margine dell’Assemblea di Lega. Il suo intervento ha delineato una strategia basata sull’urgenza e su un’azione rapida, criticando l’idea di piani di rifondazione a lungo termine.
“Come in ogni attività, i primi cento giorni sono decisivi”, ha dichiarato Cairo, tracciando un parallelo con la sua esperienza imprenditoriale. Ha sottolineato come ereditare una situazione negativa possa rappresentare un’opportunità, citando il suo passato in aziende prossime al fallimento. Per il patron granata, non c’è tempo da perdere: l’idea di avere otto o dieci anni per ricostruire è irrealistica e controproducente.
Secondo Cairo, la nuova governance federale dovrebbe concentrarsi su obiettivi concreti da raggiungere in un breve arco temporale. “In cento giorni si possono cambiare le regole per sviluppare i talenti e avviare un serio dibattito sugli investimenti necessari al sistema”, ha spiegato. Il focus deve essere un programma definito con una prospettiva di due o quattro anni al massimo, un orizzonte temporale che permette di attuare cambiamenti significativi senza perdersi in visioni troppo distanti. “Il lungo periodo, come diceva un economista, è troppo lungo”, ha aggiunto.
Pur non avendo fatto nomi per il ruolo di commissario tecnico, Cairo ha commentato positivamente alcune delle figure in campo per il rinnovamento del sistema. “Confermo la mia stima per Malagò, è una persona in gamba che può fare molto bene”, ha affermato, estendendo l’apprezzamento anche a Paolo Maldini e Leonardo, i quali gli hanno fatto “un’ottima impressione”. Tuttavia, il suo monito è rimasto lo stesso: la competenza da sola non basta se non è accompagnata dalla rapidità decisionale.
Il presidente del Torino ha anche rievocato il passato per rafforzare la sua tesi. Ha ricordato l’elezione di Carlo Tavecchio nel 2014, che, nonostante una partenza difficile, trovò “grande slancio” grazie alla scelta decisa di affidare la panchina della Nazionale ad Antonio Conte. Un esempio che dimostra quanto una singola scelta, se giusta e tempestiva, possa incidere sul destino di un intero mandato e dare una direzione chiara.
L’appello di Cairo è stato quindi un richiamo alla concretezza e alla responsabilità. Ha evidenziato che le decisioni prese nell’immediato peseranno in modo determinante sul presidente e sul futuro del movimento. “C’è un’emergenza immediata, non si può aspettare”, ha concluso, ribadendo la necessità di un’accelerazione per affrontare le sfide che attendono il calcio italiano.





