NAPOLI – Sarebbe stato Eugenio Ascione, cugino della vittima Fabio Ascione, a consegnare la pistola poi utilizzata da Francescopio Autiero in un conflitto a fuoco. Da quella pistola sarebbe partito poco dopo per errore il proiettile che ha ucciso Fabio Ascione. Emerge dagli atti dell’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia e dalle ordinanze cautelari sui fatti avvenuti a Ponticelli nella notte tra il 6 e il 7 aprile 2026.
Ieri i carabinieri della compagnia di Poggioreale hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti del trentenne Emanuele Loquercio e del ventiquattrenne Eugenio Ascione. Entrambi sono ritenuti indiziati di porto e detenzione illegale di arma comune da sparo. Contestata al solo Ascione l’aggravante del metodo mafioso.
Gli investigatori dell’Arma spiegano che “l’aggravante del metodo mafioso è contestata per il solo 24enne riferita alla presunta appartenenza al clan De Micco, operativo nel quartiere Ponticelli dell’area Est di Napoli”. Le indagini sono scattate a seguito dell’omicidio del ventenne Fabio Ascione, avvenuto a Napoli lo scorso 7 aprile 2026.
L’analisi dei sistemi di videosorveglianza e l’escussione dei testimoni hanno permesso di ricostruire una complessa rete di eventi legata a quella tragica notte. Secondo gli investigatori, sarebbe stato proprio Eugenio Ascione a cedere la pistola a Francesco Pio Autiero. Il passaggio dell’arma è avvenuto in strada, poco prima che scattasse una vera e propria spedizione armata contro alcuni rivali provenienti da Volla in auto.
Sempre gli investigatori spiegano che le telecamere del locale hanno filmato Eugenio Ascione mentre si copriva il fianco con il giubbotto per nascondere il movimento e permettere ad Autiero di prelevare l’arma. Subito dopo, Autiero è salito a bordo di uno scooter guidato da un minore, scarrellando la pistola pochi istanti prima di ingaggiare il conflitto a fuoco in strada con un’autovettura scura proveniente da Volla, scatenando il panico tra la folla presente.









