Inter, Darmian ai saluti: “Mi sento ancora da Serie A”

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Cronache sport calcio
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Matteo Darmian ha lasciato l’Inter. A 36 anni, dopo le ultime vittorie in nerazzurro, l’esperto difensore è ora svincolato in seguito alla decisione della società di non rinnovare il suo contratto. “Mi sarebbe piaciuto fare un altro anno, lo ammetto. La società, però, ha fatto altre valutazioni e le rispetto, ma mi sento ancora un giocatore da Serie A”, ha dichiarato l’esterno.

Nonostante la separazione, Darmian ha espresso profonda gratitudine per gli anni trascorsi a Milano. “L’Inter mi ha semplicemente cambiato la vita, come uomo e come calciatore. Ho trovato un ambiente straordinario dove mi sono sentito bene fin dal primo giorno. Mentirei se dicessi che non mi manca. Sono sereno perché so di avere dato tutto”.

Il suo palmarès con il club include scudetti, Coppe Italia e Supercoppe. Resta però un grande rammarico: “Le Champions solo sfiorate sono i miei rimpianti più grandi”, ha confessato. Il suo arrivo all’Inter ha rappresentato il coronamento di un percorso. “Arrivare nella squadra per cui ho sempre tifato è stato speciale. Riuscirci in età matura mi ha permesso di dare ancora di più. È stata una seconda giovinezza calcistica, costruita con lavoro e sacrifici”.

Darmian spera di essere ricordato per la sua professionalità. “Vorrei essere ricordato come un ragazzo e un giocatore semplice. Non ho mai rubato l’occhio, ma ho sempre cercato di essere un buon soldato e di fare nel miglior modo possibile quello che mi veniva chiesto. Anche nell’ultimo anno, pur giocando meno, mi sono allenato sempre al massimo”.

La dirigenza gli aveva prospettato un futuro diverso, proponendogli un ruolo nel settore giovanile. “Ne sono stato onorato, ma non era il momento. Sto bene e voglio continuare a giocare”, ha spiegato, confermando di voler restare in Italia. “Non ho paletti, ascolto e valuto le offerte che arrivano”. L’idea di allenare, partendo dai giovani, resta un’opzione per il futuro.

Nel ripercorrere l’avventura interista, ha avuto parole per i suoi allenatori: “Conte mi ha trasmesso una mentalità vincente e ha gettato le basi del ciclo. Inzaghi ha dato continuità lasciandoci più libertà. Chivu, in un momento delicato, ha capito che serviva ritrovare equilibrio mentale”.

Secondo il difensore, il nucleo storico della squadra garantirà altri successi. “Questi giocatori vivono di Inter e sanno cosa serve per vincere. Chi arriva trova uno spogliatoio senza grandi egoismi e con un’unità d’intenti incredibile. È la forza dell’Inter”. Ha poi sottolineato il legame speciale con il gruppo italiano e con Marcus Thuram.

Infine, un pensiero per i suoi formatori: “Oltre a mio padre, devo dire grazie a Chicco Evani. Nei Giovanissimi del Milan mi ha insegnato ad avere pazienza”. Una lezione che lo accompagna ancora oggi, insieme a un motto: “Ogni traguardo è un inizio. Per questo, adesso voglio iniziare ancora”.

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