Al termine del derby d’Italia disputato in amichevole a Perth, in Australia, l’allenatore della Juventus Luciano Spalletti ha analizzato con lucidità la sconfitta per 2-1 subita contro l’Inter. Davanti ai microfoni di Sky Sport, il tecnico non ha cercato alibi, ma ha offerto una lettura chiara di quanto visto in campo, delineando il percorso che la squadra dovrà intraprendere nelle prossime settimane.
La sua riflessione principale ha riguardato la coesione e l’organizzazione di gioco. “Ci sono dei calciatori forti, che hanno un livello importante di calcio, però poi c’è da vedere come riusciremo a trovare gli equilibri”, ha esordito Spalletti, mettendo subito in evidenza la priorità del suo lavoro. Il confronto con i rivali nerazzurri ha reso palese una differenza sostanziale in questo momento della preparazione.
“Stasera l’Inter, nel primo tempo, ha fatto vedere di essere più squadra di noi”, ha ammesso con onestà l’allenatore. Ha poi aggiunto: “Quelli sono un lavoro e un processo che dobbiamo assolutamente fare, perché dobbiamo fare un passo avanti”. Un’investitura indiretta al lavoro già svolto dagli avversari e un monito per il suo gruppo, chiamato a trasformare un insieme di talenti in un’orchestra affiatata.
Non sono mancate, tuttavia, note positive, in particolare riguardo ai nuovi innesti che hanno esordito con la maglia bianconera. Spalletti ha promosso la prestazione dei giovani Randal Kolo Muani e Kenan Alajbegovic, confermando la fiducia riposta in loro dalla dirigenza durante il mercato. “Io li valuto bene, nel senso che, prima di prenderli, li ho guardati attentamente e li conosco bene”, ha precisato.
A riprova di una scelta ponderata, ha svelato un retroscena interessante su uno dei due acquisti. “Alajbegovic era già seguito precedentemente da Massara, per cui sono cose che ci fanno stare tranquilli”. Questo dettaglio suggerisce una strategia di scouting a lungo termine e una visione condivisa all’interno dell’area tecnica del club.
Il tecnico ha però invitato alla calma, sottolineando come per i nuovi arrivati sia necessario un periodo di adattamento. “Devono raggiungere una condizione, perché sono arrivati da tre giorni”, ha spiegato, giustificando una performance non ancora al massimo del potenziale. Ha concluso con un’autocritica: “Forse è stata anche una forzatura chiedergli di fare un tempo”. La strada per l’integrazione è appena iniziata, ma le basi sembrano solide.




