NAPOLI – Se il governatore Roberto Fico non si deciderà a proclamare lo stato d’emergenza per i Campi flegrei, molti aiuti per i cittadini colpiti dal bradisismo resteranno lettera morta. Se ne è parlato ieri a Roma nell’incontro tra il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, il ministro per la Protezione civile, Nello Musumeci, e i consiglieri del centrodestra in consiglio regionale. Al centro la questione dell’emergenza Campi flegrei, a seguito della forte scossa di terremoto dello scorso 31 luglio. A guidare la delegazione campana, il capo dell’opposizione, Gennaro Sangiuliano. Con lui, i capigruppo Massimo Pelliccia di Forza Italia, Raffaele Maria Pisacane di Fratelli d’Italia, Sebastiano Odierna dei Conservatori e le consigliere regionali Susy Panico, Angela Parente e Lea Romano.
“È emerso con chiarezza quanto sia da irresponsabili non richiedere lo Stato di emergenza – riferisce Sangiuliano – un vero e proprio danno che il presidente della Regione Campania, Fico, sta perpetrando ai danni delle popolazioni dei Campi flegrei. Solo con lo stato d’emergenza si può accedere ai fondi e spendere rapidamente i 100 milioni stanziati dal Governo Meloni, intervenire in deroga sulle abitazioni e ancora fissare ristori per le attività economiche e ottenere la sospensione del pagamento dei tributi e dei mutui”.
Sangiuliano e i capigruppo delle altre forze di centrodestra aggiungono: “Non comprendiamo perché Fico non voglia lo stato d’emergenza, è un vero e proprio mistero e tra l’altro la mancata attivazione può contemplare profili gravi di responsabilità”. Secondo quanto spiega Sangiuliano, “il Codice della protezione civile in alcuni casi impegna a chiedere lo stato di emergenza e i Campi Flegrei potrebbero rientrare in questa casistica. Se la Regione non presenta la richiesta, arriva un’altra scossa e qualcuno si ferisce, quella persona potrebbe chiedere conto all’Ente dell’inattività”.
Nel corso dell’incontro, i tecnici dei Ministeri hanno spiegato che alcuni interventi possono essere realizzati solo con lo stato di emergenza: la sospensione dei mutui, ad esempio, è regolata da un accordo fra Abi e Governo firmato qualche anno fa e proprio lo stato di emergenza è il presupposto per concedere questo beneficio. Discorso simile per la sospensione del pagamento delle rate dei tributi, altrimenti potrebbero esserci obiezioni di incostituzionalità: “Un cittadino, ad esempio, della Sardegna, potrebbe sollevare il problema, chiedendo per quale motivo i puteolani debbano essere esentati dal pagamento mentre a lui non è concesso”
Altra questione è quella dei lavori sugli edifici danneggiati: “Non tutti gli stabili sgomberati sono in condizioni tragiche: alcuni con pochi lavori possono tornare agibili. Solo con la proclamazione dello stato di emergenza gli interventi possono essere realizzati in deroga nel giro di pochi mesi”. Se la Regione non si muove “fa un danno enorme ai cittadini dei Campi Flegrei. I ministri sono d’’accordo e anche i tecnici supportano questa richiesta: adesso puntiamo a mobilitare i cittadini e l’informazione”.
A Pozzuoli, le persone interessate da ordinanze di sgombero sono 4.217 (1.809 nuclei familiari): 3.392 hanno richiesto il contributo per l’autonoma sistemazione (Cas), 112 sono ospitate in albergo, 50 al Palatrincone (non tutte destinatarie di ordinanza di sgombero) e 663 non hanno richiesto alcuna forma di assistenza. Inoltre, 157 persone sono rientrate nelle proprie abitazioni a seguito di ordinanze di revoca (59 nuclei familiari). Questi i dati diffusi dal Comune nel corso di una riunione, convocata dal prefetto di Napoli, Michele di Bari.






