Milan, l’analisi di Galli: “Amorim ora rischia”

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Cronache Mercato
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Filippo Galli, storica bandiera del Milan con cui ha giocato dal 1983 al 1996, ha offerto un’analisi tanto lucida quanto preoccupata sul momento attuale della squadra rossonera. Intervistato dal Corriere della Sera, l’ex difensore non ha usato mezzi termini per descrivere una situazione che la recente sconfitta europea contro il Benfica ha reso ancora più critica. Secondo la sua visione, il club sta attraversando una fase di profonda difficoltà.

“Mi sembra evidente che il Milan stia vivendo un periodo complicato, perché è una squadra che tradisce fragilità e una scarsa sicurezza”, ha dichiarato Galli. Pur concedendo l’attenuante di un progetto tecnico in piena fase di costruzione, ha sottolineato come le premesse per il gioco dominante che l’allenatore Rúben Amorim vorrebbe imporre sembrino mancare del tutto. La squadra appare slegata e incapace di esprimere un’identità chiara.

Nel mirino dell’ex calciatore sono finite soprattutto le scelte del tecnico portoghese, in particolare la sua gestione del gruppo attraverso un ricambio continuo di uomini. “Non si riesce a capire perché l’allenatore abbia effettuato un turn over così massiccio”, ha commentato Galli. Se l’intenzione di valorizzare l’intera rosa e tenere tutti i giocatori in considerazione è apprezzabile, il risultato pratico è stato controproducente: sono emerse le difficoltà e sono venute a mancare le certezze tattiche e psicologiche.

Questa strategia, forse pensata per dare i suoi frutti nel medio-lungo termine, si scontra con la fame di risultati del presente. Galli ha quindi posto la domanda più spinosa, quella che aleggia nell’ambiente milanista: “Avrà il tempo necessario? Sono già saltati due allenatori in Serie A…”. Un avvertimento neanche troppo velato, che ricorda come la pazienza nel calcio italiano sia una virtù rara, specialmente per un club con ambizioni di vertice.

Un esempio emblematico di una gestione che solleva perplessità è stato l’episodio che ha coinvolto Modric, sostituito all’intervallo del match contro la Lazio. “Spero che abbia avuto l’accortezza di spiegare la scelta. Da fuori sembra una stroncatura”, ha affermato Galli, ponendo l’accento sulla delicatezza della comunicazione all’interno di uno spogliatoio. Una decisione simile, se non motivata, rischia di minare il rapporto tra tecnico e giocatori.

L’analisi si è conclusa con un giudizio netto sulle ambizioni stagionali. A chi gli ha chiesto se questo Milan sia attrezzato per un piazzamento in Champions League, Galli ha risposto senza esitazioni: “Per quello che sta esprimendo, no”. Prima di poter puntare a traguardi prestigiosi, la squadra ha il bisogno impellente di ritrovare delle certezze da cui ripartire. La scommessa su Amorim, per ora, non ha pagato e il futuro appare incerto.

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