Milan, i dubbi di Amorim: chi non rientra nel progetto

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Cronache sport calcio
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L’allenatore Ruben Amorim ha dimostrato di non amare le mezze misure. Dopo la sconfitta contro il Benfica, la prima ufficiale sulla panchina rossonera, ha dichiarato di voler portare avanti le proprie idee tattiche con decisione, anche a costo di fallire.

Nelle sue prime cinque partite, Amorim ha schierato cinque formazioni diverse, una scelta dettata dalla necessità di valutare da vicino tutti gli uomini a disposizione prima di definire le gerarchie. La sconfitta casalinga per 0-2 all’esordio in Europa League, tuttavia, sembra aver consolidato nel tecnico la convinzione che alcuni elementi non siano funzionali al suo calcio.

Le sue parole sono state esplicite: “Se la rosa non è adatta al mio 3-4-2-1? In parte è vero, ma è impossibile arrivare in un nuovo club e avere tutto già pronto”. Una dichiarazione forte, considerando che l’allenatore è stato coinvolto nelle scelte del mercato estivo, sia per gli acquisti sia per le cessioni.

Pur non avendo fatto nomi pubblicamente, è possibile ipotizzare a quali giocatori si riferisse Amorim. L’analisi delle scelte e delle caratteristiche tecniche di alcuni rossoneri fornisce più di un indizio su chi fatichi a trovare spazio nel suo progetto.

In difesa, la situazione di Fikayo Tomori è emblematica. Considerato tra i cedibili in estate, è stato reintegrato in rosa dopo la chiusura del mercato ma non ha ancora disputato un minuto. Anche altri difensori centrali sembrano poco adatti: Pavlovic, pur essendo un titolare, non è considerato il braccetto ideale per la costruzione dal basso, mentre Matteo Gabbia, anche al netto di problemi fisici, non è mai stato impiegato.

A centrocampo, il tecnico portoghese ha sempre privilegiato giocatori di grande intensità e corsa. In questo contesto, un calciatore come Modric, a 41 anni, non può garantire la continuità di rendimento richiesta. Anche Jashari, dopo un inizio promettente, è apparso meno sicuro, mostrando le stesse incertezze della scorsa stagione.

Sulle fasce, il profilo di Bartesaghi non corrisponde al laterale a tutta fascia cercato da Amorim, che in passato ha spesso adattato anche ali offensive in quel ruolo. Infine, ci sono giocatori come Alexis Saelemaekers e Ruben Loftus-Cheek, che il tecnico ha provato a schierare sulla trequarti. Tuttavia, nessuno dei due sembra rispondere pienamente all’idea del ruolo secondo l’allenatore: il belga è stato giudicato tatticamente confusionario, mentre all’inglese mancherebbero qualità e continuità nell’azione.

L’elenco dei giocatori in bilico è quindi nutrito. Le prossime sessioni di mercato chiariranno se l’allenatore avrà il tempo e la fiducia della società per modellare la rosa del Milan a sua immagine e somiglianza.

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