L’esordio di Raffaele Palladino sulla panchina del Bologna si è concluso con un pareggio per 1-1. Allo Stadio Renato Dall’Ara, nella sfida contro il Torino valida per la quinta giornata di Serie A, la squadra rossoblù ha risposto al vantaggio granata di Bernardeschi con la rete di Kulenovic, portando a casa un punto. Al termine del confronto, il nuovo tecnico ha analizzato la prestazione in conferenza stampa.
Pur con soli tre giorni di lavoro alle spalle, l’allenatore ha sottolineato di non aspettarsi una partita perfetta, ma ha elogiato la risposta del gruppo. “Avevo chiesto una reazione da squadra e da gruppo e ho visto una squadra viva, che ci tiene a non stare lì sotto. Ci sono indubbiamente principi da sistemare, ma ho visto la reazione giusta e per quello sono soddisfatto”.
Per circa settanta minuti, la squadra ha tenuto bene il campo, concedendo poco a un avversario solido. Il tecnico ha evidenziato come il calo sia avvenuto soprattutto nell’ultima fase del match. “Nel secondo tempo abbiamo sbagliato qualche ripartenza e siamo stati meno lucidi. Purtroppo siamo calati di condizione fisica, ma fortunatamente avremo la sosta adesso per lavorare su questo”.
Dal punto di vista tattico, le prime indicazioni sembrano confermare l’idea di un Bologna schierato con la difesa a tre. Secondo il tecnico, la rosa possiede le caratteristiche adatte per interpretare questo sistema di gioco. “Nella difesa a tre e nei quinti la squadra ha quelle qualità nelle corde per giocare con questo modulo. Per 70 minuti non abbiamo preso un tiro in porta contro un buon Torino”.
Il lavoro quotidiano sarà fondamentale per capire se questo sarà l’assetto definitivo. “Ho visto cose positive su cui lavorare. Più lavorerò con i ragazzi più capirò se questo è il vestito ideale per loro”, ha aggiunto, rivelando l’amarezza dello spogliatoio per la vittoria mancata.
Un passaggio importante ha riguardato la gestione dei singoli, in particolare la valutazione di Skorupski, reduce da un errore. Palladino ha mostrato un approccio orientato alla crescita e alla mentalità del giocatore. “Lo conosco da soli tre giorni e devo valutarlo. Mi dispiace per lui perché veniva già da un errore, ma a me interessa come reagisce”.
La sua filosofia è chiara: “L’errore capita a tutti, come a me nella lettura di una partita, ma l’importante è la reazione perché è quella che determina l’uomo oltre che il giocatore”. Un messaggio diretto al portiere e a tutto il gruppo.
Infine, ha spiegato le sostituzioni nel finale di gara, come quella di Helland, apparso stanco, e l’inserimento di De Silvestri nel terzetto difensivo. “A lui piace quella posizione e può giocare anche da quinto. Mi serviva esperienza per avere letture e capacità di capire il momento della partita”. Nonostante il rammarico per il gol subito, il punto di partenza è stato fissato.




