La Lazio ha conquistato una vittoria fondamentale per 2-0 sul campo del Venezia, proiettandosi in vetta alla classifica di Serie A a pari punti con Roma e Inter. Un successo che certifica l’ottimo avvio di stagione della squadra guidata da Rino Gattuso, capace di soffrire e colpire nei momenti decisivi della gara. Per i veneti, invece, la crisi si aggrava con la quinta sconfitta consecutiva e zero punti in classifica.
L’incontro non è stato affatto semplice per i biancocelesti. Il primo tempo ha visto i padroni di casa più propositivi e pericolosi, mettendo a dura prova la retroguardia ospite. L’episodio chiave è arrivato al 15′, quando un errore di Floriani Mussolini ha innescato Correia, atterrato in area dal portiere Mandas. L’arbitro ha così assegnato il calcio di rigore.
Dal dischetto si è presentato Yeboah, ma la sua conclusione incrociata ha trovato la straordinaria risposta del portiere greco, che con un tuffo ha deviato il pallone mantenendo il risultato in parità. L’intervento ha dato fiducia alla Lazio e scosso il Venezia, che ha continuato a creare occasioni ma ha trovato sempre un attento Mandas a neutralizzare i tentativi.
Nella ripresa, la partita ha cambiato volto. La Lazio è rientrata in campo con un piglio diverso e al 49′ ha trovato l’episodio per sbloccare il risultato. Un contatto in area tra Yeboah e Taylor ha indotto l’arbitro a concedere un calcio di rigore anche per gli ospiti.
Il capitano Mattia Zaccagni si è assunto la responsabilità della battuta, trasformando con freddezza e portando in vantaggio i suoi. Il gol ha dato slancio ai biancocelesti, che hanno sfiorato il raddoppio poco dopo con un’incursione di Belahyane. Il 2-0 è arrivato al 60′ al termine di una pregevole azione corale: Zaccagni ha servito Nuno Tavares sulla sinistra, il cui cross preciso ha trovato la testa di Tijjani Noslin, che ha insaccato senza difficoltà.
Con il doppio vantaggio, la Lazio ha gestito la partita fino al fischio finale, contenendo i tentativi del Venezia di riaprire i conti. Una prestazione di carattere e cinismo che lancia la squadra capitolina alla sosta per le nazionali da capolista, un traguardo mai raggiunto prima dopo cinque giornate.
Situazione opposta per il club lagunare, che dovrà sfruttare la pausa per riflettere su un avvio di campionato da incubo. La posizione dell’allenatore Giovanni Stroppa appare sempre più in bilico di fronte a una classifica che non concede più margini di errore.




