Mauro sui tifosi Juve: “Punire i singoli, non il club”

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Cronache sport calcio
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L’ex centrocampista Massimo Mauro ha commentato con fermezza l’episodio avvenuto durante Juventus-Atalanta, quando una parte della curva Sud ha voltato le spalle al campo nel minuto di silenzio in memoria di Sandro Mazzola. Presente all’Allianz Stadium, Mauro ha auspicato una punizione mirata per i singoli responsabili.

“Chi l’ha fatto, paghi”, ha dichiarato l’ex giocatore, definendo il gesto “ignobile” e “allucinante” nei confronti di una figura come Mazzola, che ha rappresentato un riferimento per lui e per l’intero sport italiano. Ha poi espresso forte contrarietà verso le punizioni collettive, come la multa di 10.000 euro inflitta alla Juventus.

“È sbagliato il concetto che per educarne uno si puniscano migliaia di persone”, ha spiegato Mauro. “Non si può chiudere la curva perché ci sono stati 200 ultras che si comportano in maniera incomprensibile. Chi lo fa, paga, ma non ha senso che paghi chi non c’entra”.

La soluzione, secondo l’ex bianconero, risiede nell’identificazione e nella sanzione individuale. Pur non trattandosi di un reato, il club può agire attraverso il codice di gradimento interno, reputando quei tifosi sgraditi e allontanandoli. Questa misura tutelerebbe la maggioranza del pubblico che, come ha osservato Mauro, ha invece applaudito correttamente durante il tributo.

L’ex giocatore ha poi collegato l’accaduto a un clima più ampio, puntando il dito contro l’accesa rivalità tra Juventus e Inter. “È esasperante e stucchevole questa cosa che va avanti da anni. Io non la sopporto più, è diventato insopportabile sentire anche persone colte e importanti che rimangono ingabbiate in quella che è più stupidità che rivalità”.

Secondo la sua analisi, questa tensione sfocia poi in comportamenti deprecabili allo stadio. Infine, ha avvertito che sanzionare l’intera società la espone a un ricatto. “In quel modo basterebbero cinque persone per danneggiare il club. Bisogna smarcarsi da questa cosa, altrimenti la società rischia di restare in ostaggio di chi compie gesti simili”.

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