CANCELLO ED ARNONE – Da un lato il politico, impegnato a conservare i consensi, ampliarli e magari utilizzarli per competizioni elettorali che vanno oltre i confini comunali. Dall’altro alcuni cittadini, disposti a considerare il voto una merce di scambio, da offrire per ottenere un lavoro, un incarico, un favore. Due interessi che possono incontrarsi, alimentando un sistema nel quale le opportunità occupazionali rischiano di trasformarsi in strumenti di costruzione del consenso. È uno degli scenari delineati dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere nell’inchiesta sul sindaco di Cancello ed Arnone, Raffaele Ambrosca, indagato per ipotesi di reato che spaziano dalla corruzione alla concussione, passando per il falso e la truffa. Nel procedimento sono coinvolti, per concussione, anche il vicesindaco Agostino Frattasio e il consigliere di maggioranza Gabriele Di Vuolo. Nelle scorse settimane gli investigatori hanno eseguito perquisizioni nell’ambito degli accertamenti disposti dall’autorità giudiziaria.
Secondo la Procura, le conversazioni intercettate descriverebbero Ambrosca e Frattasio impegnati in una sorta di campagna elettorale permanente, con un bacino di consensi da utilizzare non soltanto nelle competizioni comunali, ma anche in quelle provinciali, regionali e nazionali. Voti da orientare verso candidati ritenuti capaci di garantire finanziamenti, incarichi e sostegno politico. A rendere concreto questo meccanismo sarebbero soprattutto alcune richieste di lavoro. In una telefonata del 28 gennaio, un interlocutore, G.P., avrebbe prospettato ad Ambrosca la possibilità di spostare i propri voti verso lo schieramento avversario. Il sindaco, dopo iniziali resistenze e un invito alla prudenza nel parlare al telefono, si sarebbe mostrato disponibile a incontrare il nipote dell’uomo, per il quale veniva cercata una sistemazione lavorativa.
Un altro episodio riguarda Frattasio. Durante una conversazione del 2 marzo, G.C. avrebbe affrontato con il vicesindaco la questione della ricerca di un autista, associando la possibilità di procurare un impiego al guadagno di nuovi consensi. Frattasio, a sua volta, avrebbe richiamato il sostegno atteso in occasione delle successive elezioni. Per gli investigatori, questi colloqui sarebbero indicativi di un sistema nel quale richieste di lavoro, rapporti con imprenditori e interessi elettorali finiscono per intrecciarsi. Non necessariamente attraverso accordi espliciti: il possibile scambio emergerebbe dal linguaggio utilizzato e dalla consapevolezza degli interlocutori che un favore potrebbe tradursi in voti. È uno dei punti sui quali si fonda l’ipotesi investigativa di corruzione per fini elettorali. Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e per tutti gli indagati vale la presunzione di innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva.
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