“Politica e inchiesta antimafia, Zagaria chiarisca in Consiglio”. E il sindaco attacca sui social un consigliere di minoranza

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Giustina Zagaria, Rosalba Donciglio e Costantino Diana
Giustina Zagaria, Rosalba Donciglio e Costantino Diana
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CASAPESENNA – Dalla proposta di cittadinanza onoraria a Catello Maresca allo scontro politico, con accuse personali e possibili conseguenze giudiziarie. Si alzano i toni a Casapesenna, dove i consiglieri comunali di opposizione Rosa Donciglio e Costantino Diana replicano duramente al sindaco Giustina Zagaria, intervenuta nei commenti a un articolo di Cronache dedicato al riconoscimento per il magistrato e al particolare momento attraversato dal Comune dopo le recenti indagini antimafia. “Il Comune si amministra nelle sedi istituzionali, non nei commenti sui social”, affermano i due esponenti della minoranza, contestando al primo cittadino di aver preferito le allusioni personali al confronto politico. A innescare la polemica è stato un articolo sulla proposta di conferire la cittadinanza onoraria a Maresca, tra i magistrati protagonisti della lotta al clan dei Casalesi e della caccia al boss Michele Zagaria, catturato nel 2011 proprio a Casapesenna.

Una proposta che arriva mentre una recente inchiesta della Dda ha ricostruito presunti tentativi della cosca di influenzare la politica cittadina, attraverso contatti e possibili sostegni elettorali anche a esponenti dell’attuale maggioranza. Gli amministratori citati, per quanto risulta, non sono indagati. Il sindaco ha contestato l’accostamento tra le due vicende, ricordando che l’idea di conferire la cittadinanza onoraria a Maresca risale a circa due anni fa, quando il magistrato partecipò a iniziative pubbliche e incontri nelle scuole del paese. Zagaria ha poi accusato un consigliere di minoranza di aver fotografato un atto della conferenza dei capigruppo e di averlo trasmesso, contribuendo, a suo dire, ad alimentare una ricostruzione arricchita da invenzioni.

Nel commento pubblicato sui social, il primo cittadino ha utilizzato espressioni particolarmente dure nei confronti di un esponente dell’opposizione, definendolo “pseudo avvocato” e facendo riferimento alla sua provenienza e a un contesto che ha descritto come “molto, molto e ripeto molto chiaramente e palesemente infiltrato”. Ha inoltre parlato di denunce, dossier e di persone che, secondo la sua ricostruzione, vorrebbero impedire all’attuale maggioranza di amministrare il paese.

Parole che hanno provocato la reazione di Donciglio e Diana. I due consiglieri precisano di non aver mai contestato il valore di Maresca né il significato del riconoscimento, ma di aver sollevato una questione di opportunità politica e trasparenza, alla luce delle notizie sulle indagini antimafia. “Di fronte a domande trasparenti, il sindaco risponde da dietro lo schermo del telefono gridando ai dossier, alle invenzioni e agli infiltrati”, sostengono i consiglieri, che parlano di una ‘spy-story da tastiera inventata per non rispondere nel merito’. La replica assume anche un possibile risvolto giudiziario. Donciglio e Diana giudicano le affermazioni del sindaco lesive della reputazione dei consiglieri presi di mira e si riservano di valutare iniziative legali. Si tratta, al momento, di una valutazione dell’opposizione, non di un accertamento sulla natura diffamatoria delle dichiarazioni.

Nella nota diffusa ieri, i due lanciano quindi una sfida a Zagaria: se dispone di elementi concreti a sostegno delle accuse, li porti formalmente in Procura, altrimenti chieda scusa alla città. Ma lo scontro va oltre le dichiarazioni pubbliche. Donciglio e Diana chiedono chiarimenti sulle notizie di stampa relative ai rapporti ricostruiti dagli investigatori tra soggetti ritenuti vicini al clan e alcuni esponenti della politica locale. Sollecitano inoltre spiegazioni sulla vicenda della scuola media, accusando l’amministrazione di non aver garantito sufficiente trasparenza.

“L’antimafia non si dimostra con le cerimonie o le foto sui social, ma con atti pubblici limpidi e comportamenti coerenti”, affermano i due consiglieri. Tre le richieste rivolte a Zagaria: riferire formalmente in consiglio comunale sulle questioni che interessano l’amministrazione, chiarire la propria posizione politica sulle notizie emerse e ritirare le accuse considerate lesive oppure documentarle nelle sedi opportune.

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