MONDRAGONE – Imprenditore, presidente del Mondragone City e voce sempre più presente nel dibattito politico cittadino. Alfredo Campoli non passa inosservato. Del resto, non ha fatto della discrezione la sua ragione di vita. Negli ultimi tempi ha anche moltiplicato gli interventi pubblici, rivolgendo dure critiche all’amministrazione del sindaco Francesco Lavanga, della quale, fino a qualche mese fa, faceva parte anche la moglie Rosaria Tramonti, con l’incarico di assessore.
Campoli è noto anche per la sua amicizia con Giovanni Zannini, consigliere regionale di Forza Italia (attualmente sospeso dall’incarico e sottoposto al divieto di dimora in Campania nell’ambito di un’inchiesta per corruzione, truffa e falso). I due sono pure compari di nozze. Un rapporto stretto, finito sotto la lente della Procura di Santa Maria Capua Vetere.
E che cosa è emerso dagli accertamenti su questo legame?
L’appalto a Teano e lo yacht
Alcuni fatti sono ormai noti e riguardano anzitutto un appalto affidato alla Columbus Edil Gest, società del gruppo Campoli, che secondo gli inquirenti sarebbe stato ottenuto a Teano proprio grazie all’intervento di Zannini. In cambio, il consigliere regionale avrebbe ricevuto due motocicli destinati ai figli, per un valore complessivo di circa 7mila euro. È su questa vicenda che Campoli deve rispondere dell’accusa di corruzione.
L’imprenditore, e lo ricordiamo per dare la misura del legame con il politico, è anche tra gli amici portati da Zannini a bordo di uno yacht. Il noleggio, secondo la Procura, sarebbe stato pagato dagli imprenditori Paolo e Luigi Griffo, della Spinosa, per ricompensare il forzista (all’epoca deluchiano) del suo intervento volto a evitare la perdita di finanziamenti pubblici superiori ai dieci milioni di euro.
L’incontro a Pastorano
Ma tra le carte dell’inchiesta emerge un episodio finora poco noto che oggi siamo in grado di raccontare: un appuntamento a Pastorano, una conversazione intercettata e i sospetti degli investigatori su possibili intrecci tra appalti e sponsorizzazioni calcistiche.
È il 25 ottobre 2023. I carabinieri del Nucleo investigativo di Aversa documentano un incontro all’esterno del Russo Center. Campoli, arrivato a bordo di una Maserati, parla con un uomo che inizialmente i militari non riescono a identificare.
Terminato il colloquio, l’imprenditore torna in auto e dialoga con la figlia Marianna (estranea all’indagine).
La conversazione viene intercettata. Campoli racconta di aver vinto una gara a Teano, poi fa riferimento a 30mila euro di sponsorizzazione alla squadra di calcio e ad altri 10mila euro che, secondo le sue parole, sarebbero rimasti ‘in tasca’ a loro.
Quelle parole attirano l’attenzione degli investigatori. Il riferimento alla sponsorizzazione richiama un meccanismo già esaminato dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, guidata da Pierpaolo Bruni, nell’inchiesta sull’ex presidente della Provincia Giorgio Magliocca: appalti che, secondo l’accusa, sarebbero stati indirizzati verso imprese disposte a ricambiare i favori ottenuti finanziando società calcistiche vicine al pignatarese.
La conversazione tra Campoli e la figlia, tuttavia, non dimostra l’esistenza di un accordo illecito. Ma offre ai carabinieri uno spunto per approfondire l’identità dell’uomo incontrato al Russo Center e gli eventuali rapporti economici con l’imprenditore di Mondragone.
La Isvec
Gli accertamenti portano a Ivano Balestrieri, imprenditore ischitano noto a Caserta e legato alla Isola Verde Ecologia, conosciuta come Isvec, società attiva nel settore dei rifiuti (come la Columbus Edil Gest) e coinvolta in una distinta indagine della Direzione distrettuale antimafia di Napoli per presunti rapporti con il clan Zagaria.
A contribuire alle verifiche è Antonio Scialdone, oggi sindaco di Vitulazio, in passato vicino all’area politica di Clemente Mastella e successivamente passato alla Lega. Ascoltato nell’agosto 2024, Scialdone riferisce ai carabinieri di interessi imprenditoriali comuni tra Campoli e Balestrieri, indicando quest’ultimo come l’uomo incontrato a Pastorano. I militari confrontano le sue dichiarazioni con le immagini delle telecamere e svolgono accertamenti su una vettura riconducibile a Balestrieri, raccogliendo elementi ritenuti compatibili con la sua presenza al Russo Center.
C’è poi un altro particolare. Il 31 ottobre 2023, sei giorni dopo quell’incontro, il Comune di Teano adotta una determina relativa al servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti solidi urbani e assimilati, per 493.968,66 euro. Alla procedura partecipano solo Ecoce e Isvec. L’affidamento viene disposto in favore della società riconducibile a Balestrieri.
La vicinanza temporale tra l’incontro, la conversazione sulla gara e l’aggiudicazione induce i carabinieri a valutare un possibile collegamento. Anche perché, secondo la ricostruzione investigativa, Campoli aveva instaurato, attraverso Zannini, rapporti con esponenti dell’allora amministrazione di Teano. Da qui l’ipotesi, riportata negli atti, che la procedura relativa alla Isvec meritasse ulteriori approfondimenti per verificare l’eventuale esistenza di accordi illeciti.
Si tratta, però, di un sospetto investigativo. Dagli atti esaminati non risulta dimostrato che la gara menzionata da Campoli fosse proprio quella aggiudicata alla Isvec. Né, per quanto emerge dalla documentazione disponibile, quell’affidamento costituisce una specifica contestazione penale nei suoi confronti nell’inchiesta su Zannini.
L’episodio è comunque tra quelli esaminati dai carabinieri, coordinati dal pubblico ministero Giacomo Urbano, nella ricostruzione dei rapporti tra Campoli, il consigliere regionale e l’amministrazione di Teano.
Le false fatture
Le contestazioni nei confronti dell’imprenditore mondragonese non si fermano agli appalti di Teano. Campoli è indagato anche per ipotesi di falsa fatturazione e riciclaggio. Secondo gli inquirenti, avrebbe utilizzato società operative tra l’agro aversano e l’area a nord di Napoli per procurarsi consistenti somme in contanti attraverso operazioni commerciali ritenute fittizie.
Tutte le accuse sono ancora al vaglio della magistratura. Campoli, Zannini e gli altri indagati devono essere considerati innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.
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