Dal primo maggio 2024, la città di Amsterdam ha introdotto un divieto storico sulle pubblicità legate al consumo di carne e all’utilizzo di combustibili fossili. La misura mira a disincentivare prodotti e servizi che contrastano con gli obiettivi di tutela ambientale e salute pubblica che la città si è prefissata.
Il provvedimento ha un campo di applicazione ben definito. Riguarda esclusivamente gli spazi pubblici gestiti dal Comune, come le insegne stradali, i cartelloni alle fermate di autobus e tram e altre affissioni municipali. Il divieto coinvolge un’ampia gamma di categorie, inclusi ristoranti e catene di fast-food che promuovono la carne, veicoli alimentati a benzina o diesel, voli aerei e crociere. Restano invece permesse le campagne promozionali su spazi privati, come le vetrine dei negozi, e sui media tradizionali.
Amsterdam è diventata così la prima capitale europea ad attuare concretamente un bando di questo tipo, partendo da un principio chiaro: gli allevamenti intensivi e l’uso di combustibili fossili sono tra le principali cause di emissioni di gas serra. La decisione del Consiglio Comunale, spinta da una proposta dei Verdi e del Partito per gli Animali, ricalca la logica già applicata decenni fa con il divieto di pubblicità per le sigarette, una volta accertati i danni del tabacco sulla salute.
Sebbene la misura interessi solo il 4% circa del totale delle pubblicità cittadine, il suo valore è soprattutto simbolico. I promotori dell’iniziativa, come la consigliera Anke Bakker, hanno sottolineato che eliminare questi stimoli visivi può contribuire a ridurre gli acquisti d’impulso. L’obiettivo è trasmettere un messaggio culturale: uno stile di vita basato su carne a basso costo e viaggi ad alte emissioni non è più un modello desiderabile.
Questa iniziativa si inserisce in una strategia a lungo termine. Amsterdam punta a far sì che entro il 2030 i suoi cittadini ottengano il 60% delle proteine da fonti vegetali e a raggiungere la piena neutralità carbonica entro il 2050.
Il passo compiuto da Amsterdam non è un caso isolato nel dibattito europeo. In Francia, una legge del 2021 che vieta la pubblicità dei combustibili fossili è rimasta in gran parte inapplicata. In Italia, città come Firenze e Genova hanno approvato mozioni per esplorare provvedimenti simili, ma senza ancora giungere a un divieto effettivo.
La decisione ha anche scatenato polemiche, alimentate da disinformazione. Il leader del partito di estrema destra portoghese Chega, André Ventura, ha definito il divieto una “follia”, insinuando che fosse una concessione alla comunità musulmana. Questa interpretazione è stata smentita dai fatti: il provvedimento risponde unicamente a obiettivi ambientali. Se la ragione fosse stata religiosa, il bando avrebbe dovuto includere anche spazi privati e media, e inoltre l’Islam non vieta il consumo di carne, ma ne regola le modalità (halal).












