Il progetto per il nuovo stadio della Roma ha ricevuto una spinta decisiva. Massimo Sessa, commissario straordinario per le opere legate a Euro 2032, ha firmato la prima ordinanza che imprime una significativa accelerazione all’iter di valutazione e approvazione del progetto di fattibilità tecnico-economica presentato dalla società.
Il provvedimento, fortemente voluto dalla proprietà del club, mira a ridurre in modo sostanziale le tempistiche necessarie per ottenere l’autorizzazione unica a procedere. Questo intervento è stato possibile inserendo l’impianto di Pietralata tra le opere dichiarate di interesse strategico nazionale, nell’ambito del piano commissariale già approvato con decreto interministeriale.
L’obiettivo dichiarato nell’ordinanza è quello di “ridurre sensibilmente i tempi procedimentali ordinari”. Il risultato è stato ottenuto attraverso una semplificazione delle fasi e un maggiore coordinamento tra le diverse normative coinvolte nel processo autorizzativo. Il nuovo percorso porterà al rilascio del provvedimento autorizzatorio unico in un totale di circa 90 giorni, un periodo che include anche la complessa Valutazione di Impatto Ambientale (VIA).
Rispetto ai tempi standard, si tratta di un taglio netto. Il nuovo iter è stato scandito in fasi precise e più rapide: cinque giorni saranno dedicati alla verifica iniziale della documentazione presentata, seguiti da altri cinque giorni per eventuali integrazioni richieste. Successivamente, si aprirà una finestra di trenta giorni per le osservazioni del pubblico e le valutazioni tecniche degli enti preposti.
Seguirà un ulteriore periodo di trenta giorni concesso per presentare integrazioni e controdeduzioni, prima di arrivare alla fase finale. La procedura si concluderà con dieci giorni destinati alla seduta conclusiva della conferenza dei servizi decisoria, l’organo che dovrà rilasciare il via libera definitivo.
Come sottolineato in una nota del commissario, l’ordinanza ha permesso di coordinare la normativa esistente e di abbreviare i termini di singole fasi. Questo nuovo schema ha il merito di disciplinare in modo dettagliato la procedura, definendo con chiarezza competenze e tempistiche di tutti i soggetti coinvolti e avviando formalmente il percorso che porterà all’autorizzazione unica, avvicinando così il momento della posa della prima pietra.










