Biscotti gluten-free: un test boccia 7 marchi su 10

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Test laboratorio
Test laboratorio

Un recente test di laboratorio, commissionato dal mensile ‘Il Salvagente’, ha messo in luce una realtà scomoda per il mercato dei prodotti senza glutine: su 10 tipologie di biscotti analizzati, ben 7 sono state bocciate per la loro composizione nutrizionale. Tra i marchi coinvolti figurano nomi noti e diffusi come Galbusera, Schar ed Eurospin, sollevando seri dubbi sulla qualità di alimenti spesso percepiti come più sani.

L’indagine è partita da un’osservazione del mercato attuale. La domanda di prodotti ‘gluten-free’ è in costante aumento, non solo da parte di persone affette da celiachia, ma anche da un pubblico più vasto, convinto che l’assenza di glutine sia sinonimo di maggiore salubrità. Questa tendenza ha spinto molti consumatori a preferire tali alternative, nonostante un prezzo spesso più elevato. I risultati dell’analisi hanno però dimostrato come questa percezione sia, in molti casi, un’illusione creata dal marketing.

La bocciatura di sette prodotti su dieci è derivata dalla presenza di una serie di ingredienti critici. In primo luogo, sono state riscontrate farine ad alto indice glicemico, come quella di riso e di mais, che possono causare picchi di zuccheri nel sangue. A queste si aggiungono amidi, principalmente di mais e fecola di patate, e addensanti come la gomma di guar, utilizzati per dare consistenza all’impasto ma che, ad alte dosi, possono provocare disturbi intestinali come flatulenza e diarrea.

Per rendere questi prodotti appetibili, i produttori hanno inoltre fatto ampio ricorso a grassi e zuccheri aggiunti, che ne aumentano il sapore ma anche l’apporto calorico. Tra i grassi utilizzati, spicca la presenza di olio di palma, un ingrediente controverso non solo per l’elevato contenuto di grassi saturi, dannosi per il sistema cardiovascolare, ma anche per il suo devastante impatto ambientale, legato alla deforestazione e alla perdita di biodiversità.

L’elenco degli ingredienti problematici non finisce qui. Nelle etichette sono comparsi anche sciroppi di glucosio-fruttosio, associati dalla comunità scientifica a un aumentato rischio di steatosi epatica (fegato grasso). Sono stati rilevati anche fosfati, additivi che possono ostacolare il corretto assorbimento del calcio e, in eccesso, affaticare la funzione renale. Infine, sono stati individuati emulsionanti oggetto di dibattito scientifico.

Di seguito l’elenco dei sette prodotti che non hanno superato il test de ‘Il Salvagente’:
– PROBIOS, cantucci alle mandorle bio senza glutine
– SCHAR, frollini al miele
– BENE SI Coop, frollini ai cereali con frutta senza glutine
– BISCOTTI BIO, alla quinoa con gocce di cioccolato – senza glutine
– PIÙ BENE, Choco chip cookies
– GALBUSERA, Zero grano frollino classico
– EUROSPIN Amo Essere, frollini al cocco

Questa analisi ha confermato che l’etichetta ‘senza glutine’ non è una garanzia di qualità nutrizionale. Per un acquisto consapevole, è fondamentale leggere attentamente la lista degli ingredienti e non lasciarsi ingannare da slogan salutistici.

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