Brexit, sospetti su incontri tra sostenitore ”leave” e ambasciatore russo

L'uomo d'affari britannico Arron Banks, co-fondatore del movimento pro-Brexit ''Leave.EU'' e tra i maggiori finanziatori della campagna per l'uscita della Gran Bretagna dall'Ue

Londra, 10 giu. (LaPresse/AFP) – L’uomo d’affari britannico Arron Banks, co-fondatore del movimento pro-Brexit ”Leave.EU” e tra i maggiori finanziatori della campagna per l’uscita della Gran Bretagna dall’Ue, ha avuto diversi incontri riservati con l’ambasciatore russo nel Regno Unito a cavallo della data del referendum sulla Brexit. Secondo il quotidiano Sunday Times, Banks ha ammesso anche di aver inviato a funzionari russi numeri telefonici della squadra di Donald Trump. Lo stesso Banks ha poi incontrato, nel novembre 2016, il miliardario statunitense in seguito alla sua elezione. Il movimento ‘Leave.EU’, ancora attivo, era sostenuto dall’ex leader dell’Ukip, Nigel Farage. Secondo il Sunday Times, Banks ha incontrato l’ambasciatore russo a Londra, Alexander Yakovenko, tramite un uomo “sospettato di essere un agente dell’intelligence russa”, Alexander Udod. Uno degli incontri si sarebbe tenuto alla fine del 2015 alla presenza del magnate minerario russo Siman Povarenkin e a Banks sarebbe stato offerto un contratto che coinvolgesse sei miniere d’oro in Russia.

le indagini

L’imprenditore, sposato con una russa, si è poi recato in Russia nel febbraio 2016, quattro mesi prima del referendum sulla Brexit, per un “viaggio di famiglia”. Dopo il referendum del giugno 2016 e il suo incontro con Trump, l’uomo d’affari britannico è stato invitato a incontrarsi di nuovo con l’ambasciatore russo, aggiunge il Sunday Times, secondo cui queste rivelazioni sollevano “domande esplosive sui tentativi della Russia di influenzare il risultato del referendum “sull’Unione europea. Interrogata in seguito al summit del G7 in Canada, la premier britannica Theresa May ha dichiarato: “Sono sicura che se ci sono accuse che richiedono un’indagine, le autorità competenti lo faranno”. Banks ha negato qualsiasi collusione con le autorità russe. “Ho avuto due pranzi con l’ambasciatore russo e ho preso il tè con lui, quindi? È una caccia alle streghe, sia su Brexit sia su Trump”, ha detto al giornale

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