Tensione alle metro ‘Ponte Mammolo’ di Roma, un ucraino prende a calci e pugni un carabiniere

E' stato arrestato e dalle sue tasche è spuntato un coltello con una lama lunga 7 centimetri.

Ucraino aggredisce carabiniere
Foto LaPresse

ROMA – Ha infastidito i passanti in transito nella stazione della metro. Poi ha preso a calci e pugni un carabiniere. E, quando è stato braccato dalle forze dell’ordine, dalla sua tasca è spuntato un coltello con una lama lunga 7 centimetri. Il protagonista di questa storia è un cittadino ucraino. Ora risponde di violenza, minaccia e oltraggio a pubblico ufficiale, rifiuto di indicazioni sull’identità personale, lesioni personali aggravate e porto di oggetti atti ad offendere.

Carabiniere preso a calci e pugni da un cittadino ucraino (irregolare sul territorio), era ubriaco alla stazione della metro

Siamo alla stazione della metropolitana ‘Ponte Mammolo’. Alcuni passeggeri in transito vengono avvicinati da uomo. La puzza di alcol, hanno raccontato alcuni, era notevole. E’ un 32enne ucraino, senza fissa dimora e irregolare sul territorio nazionale. Ed è ubriaco, come confermeranno i test effettuati dopo il suo arresto. Infastidisce alcune persone che passano di lì. E un carabinieri della stazione Roma Santa Maria del Soccorso nota tutto, gli si avvicina e chiede i documenti. A quel punto, dopo qualche secondo di ‘scaramucce’, l’ucraino aggredisce il militare. Calci e pugni con violenza inaudita. Il carabiniere riesce a chiedere aiuto ai colleghi e sul posto arriva una pattuglia della stazione Roma Tor Sapienza.

Dalle tasche spunta un coltello con una lama di 7 centimetri

Il tentativo di fuga del 32enne è stato immediatamente castrato, anche se i militari hanno dovuto impegnarsi e non poco per tenere a bada la sua irrequietezza. Al momento della perquisizione personale, inoltre, dalle sue tasche è saltato fuori un coltello con un lama di ben 7 centimetri. Uno strumento con cui, soprattutto in considerazione delle condizioni in cui è stato trovato, avrebbe potuto mettere in serio pericolo l’incolumità di altre persone. Ora si trova nelle camere di sicurezza della caserma dei carabinieri in attesa che il giudice per le indagini preliminari si pronunci con il rito direttissimo.

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