Calcio, Spalletti: “Partita importante ma nulla di definitivo in questo campionato”

Il match di domani "è importante ma finché non c'è la matematica, in questo campionato qui, non c'è nulla di definitivo, ci sono squadre forti e insidie che arrivano da tutte le parti, per cui è come ha detto Simone"

Foto Fabrizio Corradetti / LaPresse

MILANO – Il match di domani “è importante ma finché non c’è la matematica, in questo campionato qui, non c’è nulla di definitivo, ci sono squadre forti e insidie che arrivano da tutte le parti, per cui è come ha detto Simone”. Lo ha detto il tecnico del Napoli, Luciano Spalletti, nella conferenza stampa della vigilia del match clou della 13esima giornata di serie A, domani alle 18 contro l’Inter a San Siro. Spalletti ha commentato le parole del tecnico dell’Inter, Simone Inzaghi, che ha definito la partita “importantissima”, ma non decisiva. “Domani – ha aggiunto – è un passaggio fondamentale per un’altra piccola felicità, soprattutto per tutte quelle persone che ci amano e ci seguono. Non è decisiva neanche per l’Inter, perché sono poche le partite giocate e sono molte le difficoltà che si andranno a incontrare, tutti, in questo campionato”. “Secondo me verrà fuori una partita di alto livello, tutte e due le squadre hanno bisogno di far punti e andranno in cerca della vittoria. Dovremo coprire gli spazi che loro occuperanno in fase di possesso, in cui sono molto bravi. L’Inter è una squadra fortissima, lo sta facendo vedere anche con Inzaghi in questo campionato”.

 “La gente può farmi quello che vuole, ho preso fischi da tante parti ma valuto il mio lavoro, non quello degli altri. Quando vado via da un club guardo se ho lasciato i conti migliori e se ho raggiunto anche qualche risultato. Ho finito all’Inter con la difficoltà della gestione di quel momento lì, ma non ho dato colpa a nessuno di questo quarto posto, ho finito e sono andato a casa, perché mi avevano mandato a casa. Poi delle valutazioni vanno fatte: se uno ha la possibilità di avere un monte stipendi di 240 milioni non è uguale ad averlo di 100. Per me non è una partita come tutte le altre, il passato non è mai passato perché io vivo tutto intensamente e anche io sono curioso di quale sarà la mia emozione entrando a San Siro. È un’esperienza che mi ha dato tanto, e devo ringraziare i tifosi e i calciatori, con alcuni continuo a sentirmi. Non cerco rivincite. Vado orgoglioso anche di aver ridato forza a quella che era la conformazione della Pinetina”.  “De Laurentiis la vive un po’ più direttamente, Zhang era uno che sorvegliava un po’ più a distanza. Con De Laurentiis ci sentiamo spesso e ti fa sentire questa sua maggiore presenza”.

LaPresse

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