Consumi, Coldiretti/Censis: “Ristorante a casa per 1 italiano su 3”

Aumentano le famiglie che consumano a casa il cibo ordinato

Foto LaPresse - Marco Cantile Nella foto: il presidente Coldiretti Roberto Moncalvo

MILANO – Sono 18,9 milioni gli italiani che nell’ultimo anno con regolarità (3,8 milioni) e occasionalmente (15,1 milioni) hanno consumato a casa cibo ordinato tramite una piattaforma web da ristoranti e pizzerie. E’ quanto emerge da una analisi Coldiretti/Censis sul food delivery che si classifica come il settore più dinamico della ristorazione. In altre parole nel 2018 – sottolinea la Coldiretti – più di un italiano su tre ha dunque ordinato dal telefono o dal pc pizza, piatti etnici o veri e propri cibi gourmet. Con sempre più ristoranti di qualità entrati nel giro delle piattaforme come Just Eat, Foodora, Deliveroo, Bacchette Forchette o Uber Eats, solo per citare le più note, accanto alle quali si sono sviluppate numerose realtà locali.

Aumentano le famiglie che consumano a casa il cibo ordinato

In cima alla lista delle motivazioni di ricorso al cibo a domicilio – rileva lo studio – c’è il fatto di essere stanchi e non avere voglia di cucinare (57,3%). Ma c’è anche un 34,1% che indica di farvi ricorso in caso di cene con amici e parenti per stupire i commensali con piatti di qualità. La possibilità di farsi arrivare le pietanze pronte a casa facilita in questo modo l’organizzazione di momenti di convivialità. Anche quando non si avrebbe il tempo per mettersi ai fornelli. Non manca chi punta sul cibo per allietare le serate in casa (32,6%), chi non ha tempo di prepararsi da solo i pasti (26,5%) e chi non vuole rinunciare alla buona cucina senza dover uscire (24,7%). Oltre a quelli desiderosi di provare piatti nuovi e originali (18%) e quelli che non sanno cucinare (6,9%).

E’ boom del cibo a domicilio

A facilitare il ricorso al food delivery c’è il fatto che i tempi di consegna – precisa la nota – sono in alcuni casi prefissati e non superano i sessanta minuti. Ma è anche possibile stabilire una fascia oraria precisa. Mentre per quanto riguarda il pagamento è diffuso quello on line e non sempre è possibile quello in contanti. Il trasporto avviene principalmente in bicicletta ma anche con motorini per ovviare ai vincoli delle zone centrali a traffico limitato delle grandi città.

Il boom del cibo a domicilio nelle case degli italiani ha portato però – nota l’associazione degli agricoltori italiani- un’accesa competizione sui costi tra le diverse piattaforme con offerte gratuite di trasporto, promozioni e ribassi. Che rischia a volte di ripercuotersi sull’intera filiera, dal personale ai conti dei ristoratori fino ai loro fornitori dei prodotti agricoli e alimentari. Non a caso quattro italiani su dieci (38,1%) che ordinano il cibo sulle piattaforme web ritengono prioritario migliorare il rispetto dei diritti del lavoro dei riders. I fattorini che portano i piatti nelle abitazioni, secondo lo studio Coldiretti/Censis.

(LaPresse)

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