Darderi: bene agli US Open, ora l’obiettivo è la Davis

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Sport tennis
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Luciano Darderi ha tracciato un bilancio positivo della sua trasferta americana, culminata con gli ottavi di finale raggiunti agli US Open. Il tennista, attuale numero 22 del ranking mondiale, si è detto molto soddisfatto dei progressi compiuti sul cemento, una superficie sulla quale ha dimostrato di essere ormai competitivo ai massimi livelli.

Nel suo percorso a Flushing Meadows ha mostrato solidità superando Wendelken, Svrcina e Sweeny, prima di cedere al più quotato Zverev. Ha dichiarato di essersi definitivamente tolto di dosso l’etichetta di specialista della terra rossa, ricordando come quest’anno, negli Slam sul duro, le uniche sconfitte siano arrivate per mano di Sinner e dello stesso Zverev. L’esordio sull’Arthur Ashe Stadium è stata un’esperienza significativa, nonostante il rumore di fondo a cui ha dovuto abituarsi.

Nel suo intervento, l’atleta ha anche affrontato la controversa questione degli orari delle partite. Ha criticato duramente la programmazione degli US Open, che porta a incontri che terminano a notte fonda, definendola insostenibile per i giocatori. Ha spiegato come un orario di fine gara così tardivo sconvolga l’orologio biologico e la fondamentale routine post-partita, composta da defaticamento, trattamenti e alimentazione.

Secondo Darderi, non si tratta solo di tutelare la salute degli atleti, ma anche di una questione di rispetto verso il pubblico, che non può assistere a un evento fino a tarda notte. La sua proposta è netta: adottare il modello del Roland Garros, che prevede una sola partita nella sessione serale invece delle due di New York. Ha auspicato che il Player Advisory Council possa presto definire un protocollo orario comune a tutti gli Slam per risolvere il problema.

Archiviata l’esperienza americana, Darderi ha già ripreso gli allenamenti in vista del finale di stagione. Il suo calendario prevede una serie di tornei sul veloce, tra cui Tokyo, Almaty, Vienna e Parigi-Bercy, dove avrà l’opportunità di guadagnare punti importanti senza averne molti da difendere.

L’obiettivo dichiarato non è solo l’ingresso nella top 20 del ranking mondiale, traguardo considerato alla sua portata, ma soprattutto la conquista di un posto in nazionale. Il suo sogno più grande resta la convocazione in Coppa Davis. Ha affermato che farà di tutto per convincere il capitano Filippo Volandri a includerlo nella squadra per le finali di Bologna, e ha interpretato la presenza del CT al suo match di New York come un segnale incoraggiante.

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