Delfini a Procida: branco nuota vicino alla costa

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Tutela marina
Tutela marina

Un branco di delfini tursiopi ha regalato uno spettacolo straordinario nelle acque di Procida, emergendo a poca distanza dalla costa all’interno dell’Area Marina Protetta “Regno di Nettuno”. Gli esemplari sono stati osservati mentre nuotavano agilmente sotto il promontorio di Terra Murata, offrendo un’immagine di rara bellezza che testimonia la vitalità di questo tratto di mare.

L’avvistamento, documentato da diversi diportisti, ha subito messo in luce una questione cruciale: la necessità di un equilibrio stabile tra la fruizione turistica e la tutela della fauna selvatica. Il “Regno di Nettuno”, che abbraccia le isole di Ischia, Procida e Vivara, è un santuario di biodiversità, noto per essere un corridoio fondamentale per il passaggio e la sosta di varie specie di cetacei, tra cui balenottere comuni, stenelle e, appunto, tursiopi.

Il tursiope (Tursiops truncatus) è un mammifero marino estremamente intelligente e sociale. La sua presenza è un bioindicatore fondamentale: segnala un ecosistema in buona salute, con una catena alimentare ricca e funzionante. Questi delfini vivono in gruppi familiari (pod) con complesse dinamiche sociali e utilizzano suoni e fischi per comunicare, cacciare e navigare. La loro curiosità li porta spesso ad avvicinarsi alle coste, esponendoli però a crescenti rischi.

L’ente gestore dell’area marina protetta ha infatti colto l’occasione per lanciare un appello alla responsabilità. L’interazione con questi animali deve seguire un codice di condotta rigoroso per evitare di disturbarli o metterli in pericolo. Le regole principali prevedono di non inseguire mai i delfini, di non tagliare la loro rotta e di ridurre immediatamente la velocità dell’imbarcazione, procedendo a un’andatura parallela e mantenendo una distanza minima di sicurezza di almeno 100 metri.

Il disturbo acustico generato dai motori delle barche, soprattutto se ad alta velocità, può infatti interferire con il loro sofisticato sistema di ecolocalizzazione, disorientandoli e rendendo più difficile la caccia e la comunicazione. Anche un comportamento apparentemente innocuo, come un inseguimento per scattare una fotografia, può causare stress e indurre il branco ad abbandonare aree di alimentazione o riproduzione vitali.

L’obiettivo non è impedire la fruizione del mare, ma promuovere un turismo consapevole e sostenibile. Si punta a trasformare questi incontri in preziose occasioni di educazione ambientale, sensibilizzando turisti e operatori locali sull’importanza di proteggere il capitale naturale che rende unico l’arcipelago flegreo. Il futuro del “Regno di Nettuno” dipende dalla capacità di far coesistere le attività umane con le esigenze irrinunciabili della sua fragile fauna marina.

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