Ha preso il via la fase sperimentale del progetto europeo AQuaBioS presso l’Acquario di Livorno. L’iniziativa, soprannominata “La fattoria del mare”, si propone di rivoluzionare il settore dell’acquacoltura, puntando a modelli di produzione più ecologici e in armonia con gli ecosistemi marini.
Il cuore tecnologico di questa sperimentazione è un’innovativa piattaforma nota come “mesocosmo”. Si tratta di un sistema avanzato, installato all’interno di una delle vasche dell’Acquario, che permette di simulare con grande precisione le condizioni di un vero e proprio ecosistema marino in miniatura. Questo ambiente controllato, delimitato da una rete a maglie finissime, è stato progettato specificamente per la produzione di zooplancton.
Lo zooplancton, un insieme di organismi animali microscopici, rappresenta la base della catena alimentare marina e una fonte di nutrimento naturale di alta qualità per le larve dei pesci. Coltivarlo in modo efficiente è un passo fondamentale per ridurre la dipendenza dell’acquacoltura dai mangimi industriali, spesso causa di un significativo impatto ambientale.
Il progetto AQuaBioS, acronimo di “La fattoria del mare: per un’acquacoltura biologica e sostenibile”, è coordinato dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), che guida un consorzio di partner italiani e francesi. L’iniziativa è stata finanziata con un budget complessivo di circa 1,8 milioni di euro nell’ambito del programma Interreg Italia-Francia Marittimo 2024-2027, a testimonianza della sua importanza strategica a livello europeo.
L’obiettivo finale va oltre la semplice ricerca scientifica. AQuaBioS mira a sviluppare e validare sistemi di allevamento a basso impatto che possano essere replicati su larga scala, promuovendo una vera e propria transizione ecologica per l’intero comparto. Questo si inserisce pienamente nelle strategie europee per una “blue economy” che sappia coniugare la crescita economica con la tutela della biodiversità e la salute dei nostri mari.
Un’acquacoltura più sostenibile significa non solo ridurre l’inquinamento e la pressione sugli stock ittici selvatici, ma anche migliorare la qualità e la sicurezza del prodotto che arriva sulle tavole dei consumatori. La scelta dell’Acquario di Livorno come sede per questa fase cruciale non è casuale: la struttura offre le condizioni ideali per ospitare il mesocosmo e un contesto di eccellenza nella divulgazione scientifica.
Con l’avvio delle attività a Livorno, il progetto entra nel vivo. I risultati ottenuti forniranno dati preziosi per definire nuovi protocolli di allevamento e per tracciare la rotta verso un’acquacoltura che non sia più solo una fonte di produzione, ma anche un’alleata nella conservazione del patrimonio del Mediterraneo.















