Fidanzatina contesa, la lite finisce a coltellate. Ferito un 14enne per un ‘like’: l’aggressore ha 15 anni

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Il luogo dell'accoltellamento a Piazza Municipio a Napoli
Il luogo dell'accoltellamento a Piazza Municipio a Napoli

NAPOLI – Un’eco inquietante non smette di vibrare tra le pietre laviche di piazza Municipio. È un suono secco, metallico, che rimbalza dai portoni severi di Palazzo San Giacomo fino al porto, passando per quel maledetto perimetro dove, nell’agosto del 2023, il corno di Giovanbattista Cutolo smise di suonare per sempre. Sabato sera, la storia ha provato a ripetersi, scritta con la stessa inchiostrazione di violenza cieca e adolescenza bruciata: un ragazzo di 14 anni sta lottando per la vita nel reparto di rianimazione dell’ospedale dei Pellegrini dopo essere stato trafitto da tre fendenti.

Tutto ha inizio nei pressi del McDonald’s, all’angolo di via Medina, uno dei tanti magneti che attirano sciami di adolescenti dai Quartieri Spagnoli e dalla zona del quartiere Stella. Il 14enne di San Giovanniello incrocia lo sguardo del suo aggressore, un 15enne che quest’anno avrebbe dovuto sedersi sui banchi per l’esame di terza media. Invece della penna, però, il 15enne ha portato con sé un coltello a farfalla. La motivazione? La più banale, la più atroce: una ragazzina contesa, uno sguardo interpretato come una sfida, o forse un “like” di troppo su Instagram che ha trasformato un conflitto virtuale in una carneficina reale.

Prima volano le parole, poi i colpi di casco che rimbombano nel vuoto della piazza. Poi il silenzio della lama che affonda per tre volte nell’addome di Marco. La tragedia non è diventata un necrologio solo grazie alla prontezza della polizia municipale. Gli agenti del comandante Ciro Esposito, in presidio fisso nella piazza, hanno visto la rissa esplodere e sono intervenuti nel giro di pochi secondi, riuscendo a bloccare l’aggressore prima che potesse dileguarsi nei vicoli.

Mentre il 14enne veniva trasportato d’urgenza in codice rosso, il 15enne veniva consegnato alla Procura per i Minorenni guidata da Patrizia Imperato. L’accusa ipotizzata dal pm Ettore La Ragione è pesantissima: tentato omicidio. Gli inquirenti stanno ora setacciando i social network per capire se l’agguato fosse premeditato o se la rabbia sia esplosa sul momento, alimentata da quella sottocultura della reazione immediata che domina i profili dei giovanissimi.

Sul profilo del 14enne, paradossalmente, campeggiava una frase profetica: “Impara a restare calmo, non tutto merita una tua reazione”. Lui quella calma l’ha cercata, il suo rivale no. Il prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha reagito con fermezza, disponendo un’immediata intensificazione della vigilanza interforze nelle aree della movida. Ma nelle sue parole c’è la consapevolezza che le divise non bastano: “L’uso di armi bianche tra adolescenti è il segnale di un malessere profondo”, ha dichiarato, annunciando una sinergia con scuole e diocesi per intercettare il disagio prima che diventi sangue.

Mentre piazza Municipio prova a risvegliarsi dal torpore della violenza, gli occhi della città sono puntati sulle sale operatorie della Pignasecca. Il 14enne è stabile, ma la prognosi resta riservata. Resta, soprattutto, l’interrogativo su come un esame di terza media possa essere sostituito da un interrogatorio per tentato omicidio, in una Napoli che sembra non riuscire a staccarsi di dosso l’ombra lunga dei suoi coltelli.

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