Finanziamenti del Pnrr a rischio per i Comuni senza Piano urbanistico

La dirigente regionale Martinoli “gela” gli Enti

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Foto LaPresse

NAPOLI – “In assenza di un Piano urbanistico, i Comuni non potranno accedere ai fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza”. A lanciare l’allarme sono i consiglieri regionali campani del Movimento 5 Stelle Michele Cammarano e Vincenzo Ciampi (entrambi nella commissione speciale Aree interne), sulla base della risposta data dalla dirigente dell’area Governo del territorio della Regione Anna Martinoli a una loro interrogazione. Secondo la dirigente, “i Comuni devono aver approvato il Puc, completo delle due componenti, sia quella strutturale che programmatica”, per quanto riguarda “l’adozione di provvedimenti utili al superamento della criticità per lo svolgimento della necessaria gestione delle attività di trasformazione urbana nonché della programmazione finanziaria anche dei finanziamenti previsti dalla nuova programmazione europea 2021/2027 e del Piano nazionale di ripresa e resilienza”.

“Ad oggi – scrivono ancora Cammarano e Ciampi – sono almeno 400 i Comuni della Campania che rischiano di essere esclusi dai finanziamenti in arrivo dall’Europa in quanto, nonostante siano stati da tempo diffidati a provvedere, non hanno ancora un Puc o sono fermi alla fase preliminare di elaborazione dei piani. Una lacuna che dobbiamo colmare al più presto, per evitare di perdere l’opportunità di fondi che potrebbero letteralmente cambiare il volto dei nostri territori”.

“Nei prossimi giorni – annunciano i due consiglieri – convocheremo in commissione sindaci e amministratori dei tanti enti locali, soprattutto delle aree interne della Campania, per condividere con loro la necessità di accelerare le procedure per l’approvazione dei rispettivi Piani urbanistici”.

Contro l’interpretazione della Regione si schiera Carlo Marino, sindaco di Caserta e presidente regionale dell’Anci: “Pensiero libero, ma non supportato dalla norma”. La necessità di aver approvato il Puc non è riportata “in nessun documento della commissione o della Next generation e in nessun bando. Sto partecipando a tutti i tavoli sul Piano nazionale ed è la prima volta che sento qualcosa di simile”. Oltretutto, aggiunge il rappresentante dell’Anci, “la materia urbanistica è di competenza regionale e mi sembra complesso che una norma comunitaria si inserisca in una norma locale”. E “i Comuni sprovvisti di Puc hanno comunque un piano regolatore che è uno strumento urbanistico a tutti gli effetti. Nessuno ha più il piano di fabbricazione degli anni ’60”.
Perplessità condivise da Alfonso Golia, sindaco di Aversa: “Mi associo alla linea del presidente di Anci Campania, che immagino abbia conoscenza dettagliata della materia. Comunque non sono preoccupato per questo, anche perché ad Aversa entro giugno adotteremo il Puc da sottoporre poi al Consiglio per l’approvazione. Piuttosto, mi sembra un problema grave la capacità degli enti locali di spendere i fondi, vista la carenza di personale, i tempi stretti per le rendicontazioni e le lungaggini burocratiche per aggiudicare le gare di appalto. Sarebbe utile prestare la stessa attenzione anche al problema di trovare personale per gli enti in difficoltà economica: vanno create cabine di regia per le aggiudicazioni delle gare, anche centralizzate”.

Da parte sua, il sindaco di Santa Maria Capua Vetere Antonio Mirra (Comune che peraltro ha adottato il Puc in giunta) non vuole commentare, ma manifesta scetticismo sull’interpretazione della Regione.

Nella risposta all’interrogazione dei 5 Stelle la dirigente ha fornito anche alcuni dati sullo stato di approvazione dei Puc: I Comuni sprovvisti di preliminare di piano, diffidati al 30 novembre 2019, erano 430. Al 30 novembre 2021 se ne contavano invece una dozzina e la previsione era che entro il 31 dicembre scorso il numero si sarebbe azzerato.

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