La Procura di Gela ha aperto un’inchiesta per disastro colposo in seguito alla grave frana che ha colpito Niscemi, in provincia di Caltanissetta, lo scorso 25 gennaio. Nel registro degli indagati sono state iscritte tredici persone, tra cui i presidenti della Regione Sicilia e i capi della Protezione Civile regionale che si sono succeduti in carica dal 2010 a oggi.
Il provvedimento è stato annunciato dal procuratore capo Salvatore Vella durante una conferenza stampa. L’indagine si concentra sulle gravi omissioni che avrebbero portato al catastrofico smottamento, un evento che ha costretto circa 1500 persone ad abbandonare le proprie abitazioni e che ancora oggi vivono in una condizione di forte disagio.
L’accusa principale riguarda la mancata attuazione degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico. Secondo gli inquirenti, la pericolosità dell’area era nota da tempo e le opere per la messa in sicurezza del versante erano state pianificate e finanziate già a partire dal novembre 2010. Nonostante le chiare indicazioni e le risorse stanziate, i lavori non sono mai stati realizzati.
La fragilità del territorio di Niscemi non era un segreto. Già nel 1997, un altro evento franoso aveva interessato il comune, portando all’esecuzione di primi interventi di consolidamento. Tuttavia, studi successivi avevano evidenziato nuove e persistenti criticità, segnalando la necessità di ulteriori e più incisive opere di prevenzione. L’inchiesta della Procura ha preso in esame proprio la documentazione e i dati a disposizione delle istituzioni a partire dal 2010, ricostruendo una cronistoria di inadempienze.
Tra le figure coinvolte nell’indagine, oltre ai governatori siciliani e ai dirigenti della Protezione Civile, figurano anche i direttori regionali dell’ufficio contro il dissesto idrogeologico e i responsabili dell’associazione temporanea di imprese che si era aggiudicata l’appalto per l’esecuzione delle opere all’inizio degli anni Duemila.
Molti degli indagati hanno appreso della loro iscrizione nel registro dalle agenzie di stampa. L’attuale presidente della Regione, Renato Schifani, ha dichiarato di affrontare la vicenda con serenità. Più critico l’ex presidente Rosario Crocetta, il quale ha affermato che durante il suo mandato non sono mai arrivate segnalazioni specifiche sui rischi per Niscemi né progetti esecutivi da approvare.
Il procuratore Vella ha sottolineato come la frana, definita una delle più grandi d’Europa, non sia stata un evento imprevedibile, ma la conseguenza diretta di una prolungata inerzia amministrativa. Le evidenze scientifiche e tecniche indicavano chiaramente cosa fare per evitare il disastro, ma sono state ignorate per oltre un decennio.


















