Francia sul tetto del mondo: le dichiarazioni dei protagonisti

A distanza di vent'anni, i "Blues" vincono nuovamente i Mondiali di calcio. E' la seconda volta nella loro storia

Foto LaPresse - Fabio Ferrari
Di Alberto Zanello

MILANO (LaPresse) – Il giorno di gloria è arrivato. Ancora una volta. A distanza di 20 anni dalla vittoria in casa nel 1998 la Francia è di nuovo sul tetto del mondo. E, tanto a Mosca, sul campo, quanto a Parigi, per strada, un’intero paese si ritrova a far festa. E’ il trionfo di Kylian Mbappè, arrivato in Russia come campioncino e destinato a tornare in patria come stella. Lui, che non era neanche nato quando la generazione di Zidane stendeva il Brasile laureandosi per la prima volta campione del mondo, è stato tra i principali protagonisti del successo dei ‘bleus’, con quattro gol complessivi di cui uno in finale, molto speciale perché non solo ha chiuso virtualmente la partita ma soprattutto gli ha permesso di entrare nell’elite – molto molto ristretta – di coloro capaci di andare a segno all’ultimo atto di una Coppa del Mondo a meno di vent’anni. Gruppo composto da una singola persona: Pelè. “Benvenuto nel club, Mbappè: è bello avere un po’ di compagnia”, ha twittato subito la leggenda del calcio mondiale.

Questo successo però porta la firma anche di un altro giocatore, decisivo nei momenti più importanti: Antoine Griezmann, cannoniere dei transalpini al pari di Mbappè

Meno appariscente, forse, ma tremendamente concreto. E freddo al momento di calciare il rigore che ha riportato avanti la Francia quando la Croazia si era pericolosamente fatta di nuovo sotto. “Non sono ancora dove sono, sono davvero felice”, ha dichiarato l’attaccante dell’Atletico Madrid. “E’ stata una partita molto difficile, la Croazia ha fatto una grande gara. Il rigore? Ho esitato, volevo fare il cucchiaio alla Zidane. Ma ho preferito aprire il piede. Non vedo l’ora di riportare la Coppa in Francia”. Non dovrà attendere molto, dato che lunedì la squadra verrà ricevuta all’Eliseo da Emmanuel Macron, scatenato in tribuna e presente per i festeggiamenti anche sul campo, che ha commentato l’impresa di Lloris e compagni su Twitter con un semplice “grazie”.

Una parte dei meriti di questo trionfo va anche a colui capace di unire questo mix di talento e gioventù e portarlo subito al successo, due anni dopo la grande delusione per la vittoria dell’Europeo sfumata in casa. Ovvero Didier Deschamps, il terzo uomo a vincere il Mondiale prima come giocatore e poi come allenatore dopo Mario Zagallo e Franz Beckenbauer. “È così bello e meraviglioso. Alcuni sono campioni a 19 anni”, ha commentato l’ex tecnico della Juventus. “Non abbiamo fatto una grande partita ma abbiamo mostrato qualità mentali. E abbiamo comunque segnato 4 gol. Abbiamo meritato”. Un’impresa nata proprio dal boccone amaro ingoiato contro il Portogallo. “E’ stato così doloroso perdere l’Europeo due anni fa, ma ci ha fatto bene. Questo momento appartiene ai giocatori”, ha proseguito ‘Didi’. “Per 55 giorni abbiamo lavorato molto. È l’incoronazione massima. Amiamo i francesi. Siamo orgogliosi di essere francesi, di essere Blues”. Oggi forse ancora di più.

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